Passatempo, la scuola primaria avrà il suo parcheggio

Per il progetto il Consiglio comunale stanzia 150 mila euro

Osimo. Un parcheggio che non c’è, che è stato chiesto a gran voce e che finalmente ci sarà… Finalmente, oppure no… L’ennesima patata bollente rimpallata negli anni da un’amministrazione all’altra riguarda la realizzazione di un parcheggio nelle retrovie della scuola dell’infanzia di Passatempo, il cui ingresso, nella facciata antistante, confina con la tanto trafficata quanto pericolosa statale che collega Osimo a Montefano.

Dopo anni di consigli di quartiere animati, di polemiche e reciproche accuse, è infine approdata tra i  banchi del consiglio comunale la delibera riguardante l’approvazione della variante al piano regolatore propedeutica allo studio di fattibilità circa la prossima realizzazione del famoso parcheggio. A motivo della lentezza che fino ad oggi ha accompagnato la vicenda, l’iter per l’ottenimento del progetto di cessione dell’area, a cui ha fatto seguito il parere dell’invarianza idraulica che dalla Provincia è passata nelle mani della Regione, la quale ha richiesto una relazione da parte di un geologo, infine valutata positivamente ma con l’aggiunta di proscrizioni.

La scuola dell'infanzia che si affaccia su via Montefanese al momento chiusa e da sempre priva di adeguato parcheggio
La scuola dell’infanzia che si affaccia su via Montefanese al momento chiusa e da sempre priva di adeguato parcheggio

Una trafila non da poco, che ha visto parecchia acqua scorrere sotto i ponti – oltretutto la scuola è a due passi dal fiume che divide in due la frazione – e che si è trovata suo malgrado a fare i conti con una variabile impazzita che prende il nome di terremoto. A causa degli eventi sismici degli ultimi mesi, le priorità dei genitori passatempesi sono infatti mutate: se fino alla scorsa estate la richiesta avanzata al comune riguardava la realizzazione di un parcheggio capace di mettere in sicurezza i bambini, negli ultimi tempi è passato in primo piano un diverso progetto che riguarda l’ampliamento dei locali della scuola primaria di via Pertini tramite la costruzione di un edificio in legno destinato ad ospitare le tre classi della scuola dell’infanzia.

Un’idea, quest’ultima, partorita – e sottoscritta in una lettera collettiva inviata ai consiglieri comunali la scorsa settimana – dal comitato dei genitori nato all’alba del nuovo anno scolastico, quando è arrivata la comunicazione del trasferimento termporaneo dei cinquanta bambini dell’infanzia presso gli spazi della scuola primaria a motivo di lavori di adeguamento sismico da effettuare nell’edificio di via Montefanese. Come chiarito dall’assessore all’istruzione Pagliarecci e ribadito in consiglio comunale dal consigliere di maggioranza Canapa, la struttura è già idonea al superamento dell’esame antisismico, attestando il proprio indice di vulnerabilità a 0.62, ma necessita comunque di ultime migliorie prima di raggiungere l’indice 1, valore che la renderebbe, a detta di Canapa, una delle migliori strutture del comune. Costo dell’intervento già programmato ma non ancora realizzato vista la mancata risposta delle aziende osimane al bando pubblicato dal comune: 50 mila euro.

La scuola primaria che al momento ospita anche i 50 bambini dell'infanzia
La scuola primaria che al momento ospita anche i 50 bambini dell’infanzia

Gli esiti dei sopralluoghi effettuati nella scuole dall’ingegner Vagnozzi non hanno però convinto del tutto i genitori passatempesi – così come non avevano convinto quelli di Campocavallo, che avevano chiesto l’intervento dei vigili del fuoco all’indomani dell’ultimo terremoto dello scorso ottobre scavalcando il parere dei tecnici comunali –, i quali hanno proposto di indirizzare i fondi previsti per la vecchia scuola ad una nuova costruzione. Richiesta che non ha incontrato il parere favorevole della maggioranza di governo, che ha valutato un investimento di oltre 500 mila euro necessario alla realizzazione di un edificio in legno, oltretutto comprensivo di mensa e di servizi igienici adeguati a bambini di tre anni. Una spesa gravosa per le casse dello Stato, ritenuta superflua vista la conformità della scuola esistente e che non ha nulla a che vedere con le richieste effettuate negli ultimi anni, riguardanti unicamente il parcheggio.

Ed è proprio di questo parcheggio che i genitori dovranno accontentarsi. Nonostante un lungo dibattito, durante il quale bersaglio degli schieramenti di minoranza è stata la scarsa attenzione del sindaco rivolta alle esigenze della cittadinanza, alla fine, con quindici voti favorevoli e nove astenuti, è stata approvata la delibera preliminare che consegnerà alla scuola primaria di via Montefanese, presumibilmente per il prossimo anno scolastico, un parcheggio con capienza 15 posti auto. Per il progetto verranno stanziati 150 mila euro ricavati dagli introiti di alienazioni.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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