Partita ad Osimo l’installazione dei punti luce a led in Via Guazzatore

Una vera e propria rivoluzione dell’illuminazione pubblica che interesserà tutto il territorio osimano con 7.000 nuovi fari

Osimo, 29 novembre 2022 – È iniziato il cambio a led della pubblica illuminazione da parte di Osimo Illumina, la società di scopo sorta per gestire per i prossimi 25 anni i punti luce del territorio osimano.

Gli operatori incaricati lunedì 28 novembre hanno sostituito i vecchi fari con nuove lampade a led lungo Via Guazzatore. Continueranno nei prossimi giorni nelle vie Battisti, Colombo, Marco Polo, la statale 16 a Osimo Stazione, la nuova zona residenziale di Campocavallo, quindi il quartiere della Vescovara e, da gennaio2023, inizieranno a sostituire i primi fari in alcune zone del centro storico, in quel caso con luce a led più calda.

In una prima fase verranno sostituite circa 3.400 armature. Nel 2024, con un secondo step, verrà terminato tutto l’intervento, con la città che potrà risparmiare circa il 40% di consumi elettrici una volta illuminata completamente dai nuovi 7.000 fari a led.

L’appalto prevedeva a carico di Osimo Illumina, oltre al cambio dei vecchi punti luce, anche la realizzazione di interventi integrativi per un importo di 500.692,00 euro. Serviranno a realizzare 82 nuovi punti luce oltre quelli già esistenti, 21 attraversamenti pedonali da illuminare, e per creare un sistema di illuminazione artistica che valorizzi giardini e Monumento di Piazza Nuova, Palazzo Municipale, Piazza Duomo, la facciata della chiesa di San Filippo, l’area archeologica di Montetorto a Casenuove, e per estendere l’illuminazione della pista ciclopedonale Girardengo a Campocavallo, rendendo questi ultimi due siti fruibili anche di sera. Per le illuminazioni sui luoghi di interesse storico culturale servirà però un parere preventivo da parte della Soprintendenza.

Per quanto riguarda gli 82 punti luce, verranno installati nelle vie Flaminia I, Giuggioli, Agnelli, Flaminia II, Molino Mensa, Linguetta, San Biagio, Abbadia, Camerano, Pignocco, in Piazza don Minzoni, nel parco urbano di Osimo Stazione, nelle fonti San Gennaro, Gattuccio, del Tesoro, Fellonica e Acquaviva.

I 21 attraversamenti pedonali che verranno illuminati si trovano invece nei centri abitati di Casenuove, San Paterniano, Osimo Stazione, Padiglione, Campocavallo, San Biagio, Abbadia e Passatempo, mentre in città nelle vie Battisti, Fonte Magna, Flaminia II, Chiaravallese, Ungheria, Guazzatore, Cialdini, Montefanese, De Gasperi/piazzale Europa, Corta Recanati, Marco Polo e due in Via Colombo (zona Conte Orsi e zona Crocifisso).

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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