Partirà in estate il restyling alla piscina della Vescovara

Pugnaloni promette un contributo straordinario una tantum al gestore

Osimo, 23 aprile 2021 – Questa mattina il sindaco Simone Pugnaloni ha incontrato il presidente del Team Marche, Mirco Santoni, gestore della piscina pubblica della Vescovara, alla presenza del dirigente allo sport nonché segretario generale del Comune Giuliano Giulioni.

Tre i fronti di discussione: sostegno economico per le difficoltà causate dalla pandemia, lavori di restyling all’impianto natatorio, rapporto con le società sportive.

Osimo – L’incontro fra il sindaco Simone Pugnaloni, il presidente del Team Marche Mirco Santoni e Giuliano Giulioni dirigente allo sport e segretario generale del Comune

«Sul ristoro post-Covid, dopo un’accurata analisi delle perdite presunte – informa il sindaco Pugnaloni – ci accorderemo su un contributo una tantum straordinario a favore del gestore. Questa buona pratica proseguirà anche con le altre società sportive osimane che gestiscono impianti pubblici».

Dall’incontro si è stabilito che i lavori di restyling della piscina partiranno questa estate. I primi interventi prevedono la nuova copertura geodetica alla piscina media, lavori sulla pavimentazione ed arredi di piscina grande e spogliatoi. «Per quanto riguarda le società sportive che fruiscono dell’impianto – ha ribadito il primo cittadino osimano – l’impegno prioritario sarà verso il gruppo disabili con l’acquisto di un nuovo montacarichi per la piscina media».

Tutti i partecipanti alla riunione si sono detti soddisfatti degli accordi presi, nell’attesa della vera ripartenza di tutte le attività.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi