Osimo – Smantellata definitivamente l’organizzazione criminale “Ramon Loco”

I Carabinieri, in tre fasi, spezzano una fitta rete di spaccio tra Filottrano – Appignano – Montefano – Recanati

Osimo – U’operazione dei Carabinieri di Osimo, di Filottrano, di Montecassiano e del nucleo cinofilo di Pesaro, diretta e coordinata dal Magg. Raffaele Conforti e guidata dal luogotenente Luciano Almiento, ha portato nei mesi a smantellare definitivamente una fitta rete di spaccio e ad arrestare i componenti dell’organizzazione criminale che la gestivano.

Perquisizioni dei Carabinieri a Montecassiano

L’operazione antidroga denominata “Ramon Loco”, dal soprannome del primo spacciatore arrestato, lo jesino Marco Pesaresi residente a Filottrano, era stata resa nota ai primi di maggio – leggi, Corriere del Conero 2 maggio 2017 per proseguire con altri arresti il 18 maggio – leggi, Corriere del Conero 18 maggio 2017.

Ieri l’ultimo atto, quello definitivo. Le indagini seguenti agli arresti di cui sopra, avevano fatto individuare una fitta rete di spacciatori. Una vera e propria compagnia d’affari per il commercio illegale dello spaccio e la diffusione di ogni tipo di droga, in prevalenza “cocaina”, dove i pusher “arruolati” erano responsabili della zona assegnata e di tutte le attività illegali connesse allo spaccio, mantenendo un tenore di vita al di sopra delle reali possibilità economiche.

P. S. la donna nata a Treia e residente a Macerata, ultimo arresto dell’operazione antidroga “Ramon Loco”

Tutto ciò è stato definitivamente spezzato e interrotto grazie alle preziose indagini dei carabinieri nel maceratese, coordinati dal luogotenente Domenico Carbone. Nella loro rete è caduta una insospettabile operaia incensurata, punto di riferimento per lo spaccio in quella provincia, rimasta immune e nell’oblio dalle precedenti operazioni. Si tratta di P. S. nata a Treia nel 1980, residente a Macerata ma di fatto dimorante in Montecassiano, nubile.

Alle 18:00 di ieri, è stata circondata e bloccata mentre usciva di casa a bordo della sua Volkswagen Polo bianca. La perquisizione dell’abitazione della donna ha permesso di rinvenire in camera da letto, nascosti all’interno di un lettore dvd 310 grammi di hashish, un bilancino di precisione, un cellulare, un’agendina con i nominativi di acquirenti e somme di denaro, nonché la somma contante di €. 1.000 provento di spaccio.

Arrestata in flagranza per detenzione illegale di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, è emerso che era proprio lei a rifornire di marijuana ed hashish i “compari” di Filottrano, definiti proprio così nelle intercettazioni telefoniche. Ma, soprattutto, è emerso che gestiva indisturbata le “piazze” di Recanati – Montefano – Montecassiano e la frazione Passatempo di Osimo, dedicandosi ai giovani del posto: alcuni insospettabili e studenti universitari a Macerata.

I carabinieri durante la perquisizione a casa della donna arrestata

Nel corso dell’operazione, veniva individuato e deferito in stato di libertà alla Procura per lo stesso reato M.P. nato a Treia nel 1982 e residente a Montecassiano, celibe, operaio, incensurato; riconosciuto quale acquirente e complice dell’arrestata, che le si era presentato a bordo di una Ford Focus grigia.

 

Anche per lui, perquisizione obbligata del domicilio da parte dei militi e dell’unità cinofila che ha rinvenuto, nascosti nel sottofondo di un armadio in camera da letto, 40 grammi circa di hashish e 15 grammi di marijuana, un bilancino elettronico, materiale atto al confezionamento dello stupefacente e la somma contante di 480 euro.

I militari del Nucleo operativo e quelli della stazione di Filottrano con il bottino sequestrato

Tutto, ovviamente, posto sotto sequestro. P. S. è stata reclusa presso il carcere “Villa Fastiggi” di Pesaro.

Resta sotto esame la piccola agenda trovata e sequestrata alla donna, contenente nomi, cognomi e denaro dei giovani clienti maceratesi e osimani, fondamentale per la ricostruzione dei traffici illeciti e per definire il quadro inquietante della rete dello spaccio e degli introiti illegali.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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