Osimo – Si spaccia per Nando Orfei e ruba contanti ad una azienda agricola

Denunciato a piede libero dai carabinieri

Osimo – Dando seguito alla denuncia di furto sporta lo scorso 23 agosto dal titolare di un’azienda agricola locale, i carabinieri hanno deferito in stato di libertà per: sostituzione di persona e furto aggravato il pluripregiudicato T.R., nato a Conselice (RA), classe 1947, residente a Montecchio Emilia, coniugato, giostraio.

Costui, nella mattinata del 19 agosto u.s., si era recato presso una azienda agricola osimana spacciandosi per il famoso Nando Orfei (noto circense deceduto nel 2014), tentando di raggirare il titolare, chiedendo un contributo economico per il mantenimento degli animali del suo circo – risultato inesistente – e proponendo in cambio falsi biglietti omaggio e pubblicità all’azienda nel corso degli spettacoli.

Il furfante, approfittando della distrazione della segretaria, era riuscito ad asportare dalla cassa dell’azienda la somma contante di 150 euro facendo poi perdere le proprie tracce.

Di quanto accertato dai militi, dopo autonome indagini e controlli incrociati, è stata redatta precisa comunicazione di notizia di reato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona con contestuale denuncia a piede libero del delinquente emiliano. Nei suoi confronti, inoltre, è stata  redatta la proposta della misura di prevenzione per l’irrogazione del Foglio di Via Obbligatorio per 3 anni dal Comune di Osimo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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