Osimo – Sgominata la banda romena dei parcometri

Erano specializzati nel forzare le colonnine che rilasciano i ticket. Sirolo e Macerata i Comuni più colpiti. Il danno complessivo è di circa 35 mila euro

Osimo – Erano stati già individuati dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Osimo e della stazione di Numana, diretti dal maggiore Raffaele Conforti, nella serata del 30 ottobre scorso. Prima scoperti, poi inseguiti ed arrestati in flagranza di reato in Macerata, dopo aver forzato alcune colonnine del parcometro in Viale Trieste e in Via Morbiducci, causando danni complessivi stimati in € 5.000,00 circa.

L’inseguimento dei carabinieri a una potente Audi A6 verde metallizzato con targa bulgara, che viaggiava a forte velocità, era terminato con l’accerchiamento della stessa grazie a una manovra a tenaglia nei pressi dello svincolo autostradale di Civitanova Marche. A bordo, tre pregiudicati romeni.

Il giorno successivo, il 31 ottobre, nel corso dell’udienza per il rito direttissimo presso il tribunale di Macerata, veniva convalidato l’arresto dei tre, risultati essere tutti celibi, nullafacenti e senza fissa dimora e, su richiesta del patteggiamento del legale di parte, condannati ad 1 anno di carcere e 300 euro di multa. Pena sospesa e remissione in libertà.

Per sottrarsi alla giustizia italiana i tre, più un quarto complice identificato ma non ancora arrestato, avevano intenzione di rientrare in Romania, ma sono stati nuovamente bloccati e ammanettati grazie alle indagini successive dei carabinieri della Compagnia di Osimo che hanno proceduto a dare esecuzione e notifica al decreto di fermo del 31 ottobre, disponendone la traduzione e reclusione presso la Casa Circondariale di Ancona – Montacuto, con divieto di incontro. I pregiudicati sono:

  1. N.V., nato e residente in Romania, Classe 1983, residente in Spagna, senza fissa dimora in Italia, celibe, nullafacente, pluripregiudicato (capo-banda);
  2. R.M. nato in Romania, Classe 1981, residente anagraficamente a Prato, di fatto senza fissa dimora in Italia, celibe, nullafacente, pluripregiudicato, irreperibile;

nonché i cugini:

  1. A.C., nato e residente in Romania, Classe 1993, senza fissa dimora in Italia, celibe, nullafacente, pregiudicato;
  2. P.N., nato e residente in Romania, Classe 1993, senza fissa dimora in Italia, celibe, nullafacente, pluripregiudicato.

I delitti venivano perpetrati mediante l’impiego di un trapano elettrico ed un piede di porco, impiegando almeno due persone, una delle quali con il ruolo di “palo”. Utilizzando più vetture e cambiando continuamente le utenze dei cellulari, spostandosi quotidianamente tra diverse città italiane.

Da Sirolo e altrove dal 29 giugno, fino al 30 ottobre u.s. in Macerata.    

A Sirolo, per 2 volte,  hanno scassinato un totale di 10 parcometri installati lungo le strade pubbliche, asportando la somma complessiva in contanti di circa 10 mila euro.

Le indagini hanno permesso di tracciare e individuare gli ulteriori delitti della banda:

  1. il 26 ottobre 2017, ai danni dei parcometri del comune di Pietrasanta (LU), somma asportata €. 711,30;
  2. il 27 ottobre 2017, ai danni dei parcometri del comune di Riccione (RN);
  3. il 29 ottobre 2017, ai danni dei parcometri del comune di Lugo (RA), somma asportata €. 453,90;
  4. il 30 ottobre 2017, ai danni dei parcometri del comune di Cesenatico (FC), somma asportata €. 496,00.

Il danno complessivo causato negli assalti, danneggiamenti e furti ai suddetti parcometri ammonta a circa 35 mila euro.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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