Osimo – Rubavano la merce e la smerciavano nel Gargano: tutti arrestati

Dalla città e dalla provincia di Foggia si spostavano nel centro-nord Italia. Oltre 1,5 milioni di euro il danno arrecato

Osimo – Nell’ambito dell’operazione “Gargano” i carabinieri della compagnia al comando del cap. Raffaele Conforti ed il nucleo operativo Radiomobile diretto dal luogotenente Luciano Almiento, sono riusciti ad incastrare, arrestare e sgominare il sodalizio foggiano costituito da dieci pericolosissimi pluripregiudicati risultati vicini alla criminalità foggiana.

Furti accertati e Reati consumati

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  • Ancona tra il 15 e 16 luglio 2016 – furto in ditta di autocarro e bobine di rame
  • Matera tra il 16 e 17 luglio 2016 – tentato furto in ditta di materie prime
  • Matera tra il 25 e 26 luglio 2016 –furto in ditta di polietilene
  • Osimo il 29-30 agosto 2016 – furto in ditta di bobine di rame
  • Osimo dal 29.08.2016 al 30.08.2016 – furto in ditta di autocarro
  • Montemarciano (AN) tra il 30 e 31 agosto 2016 – furto in ditta di mobili antichi
  • Montemarciano (AN) tra il 30 e 31 agosto 2016 – furto in ditta di abbigliamento di marchio
  • Camerano (AN) tra il 16 e 17 settembre 2016 – furto in ditta di rame e transpallet
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  • Osimo (AN) tra il 05 e 06 ottobre 2016 – furto in “cash & carry” di generi alimentari
  • Monsano (AN) tra il 05 e 06 novembre 2016 – furto in ditta di autocarro e gramaglia varia
  • Osimo (AN) il 09.11.2016 – furto di sigarette presso distributore carburante
  • Ancona tra il 11 e 12 novembre 2016 – furto di semirimorchio
  • Macerata il 12 novembre 2016 – furto in “cash & carry” di generi alimentari
  • Ancona tra il 11 e 12 novembre 2016 – furto in ditta di scarpe di marchio
  • Recanati (MC) tra il 11 e 12 novembre 2016 – furto in ditta di strumentazione elettrica
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  • Corridonia (MC) tra il 29 e 30 novembre 2016 – furto di denaro presso distributore carburante
  • Morrovalle (MC) tra il 29 e 30 novembre 2016 – furto in ditta di attrezzatura varia
  • Osimo tra il 05 e 06 dicembre 2016 – furto di sigarette presso esercizio commerciale
  • Sarnano (MC) tra 21 e 22 dicembre 2016 – furto in ditta di stufe a pellet
  • Melfi (PZ) il 04 gennaio 2017 – furto in ditta di rame
  • Treia (MC) tra il 09 e 10 gennaio 2017 – furto in ditta di autocarro e stufe a pellet
  • Falconara M.ma il 12 gennaio 2017 – furto di semirimorchio
  • Jesi il 12 gennaio 2017 – furto in ditta di pneumatici

Reati contestatati

  • 416, commi 1, 2, 3 C. P – associazione a delinquere
  • 110, 81, 624, 625 nn. 2 e 7, C.P – furto aggravato continuato in concorso
  • 648 C.P. – ricettazione
  • 648 bis C.P. – riciclaggio
  • 628 C.P. – rapina

Danno economico arrecato: oltre 1.500.000,00 di Euro.

L’indagine denominata “Gargano” nasce verso la fine del mese di ottobre 2016, quando i Carabinieri, dopo alcuni furti di rame avvenuti in località San Biagio di Osimo e Osimo Stazione, avviavano un’attività finalizzata ad identificare un sodalizio criminale proveniente dalla provincia di Foggia. Dedito a furti seriali e nello specifico a danno di aziende e depositi commerciali.

L’indagine era rivolta al contrasto dei furti di grossi quantitativi di merce omogenea, più volte segnalato dalle cronache giornalistiche, a danno degli imprenditori: questi venivano materialmente privati di tutta la merce destinata al mercato lecito e talvolta anche di automezzi e strumentazioni,  al punto da non poter più svolgere la propria attività lavorativa. Mettendo, di fatto, in crisi gli stessi dipendenti che ancor oggi temono per un eventuale licenziamento.

Il fenomeno che i Carabinieri hanno tentato di contrastare ha rilevanza nazionale, nel senso che sostanzialmente ai quattro angoli del Paese (o perlomeno nella parte centro-settentrionale di questo), sono innumerevoli i casi del genere registrati.

Gli investigatori osimani si sono concentrati nell’ambito anconetano e maceratese del fenomeno criminoso, laddove sorgono fiorenti attività industriali. Lo studio investigativo aveva permesso di accertare che il meccanismo criminoso si articolava  attraverso poche e semplici fasi:

l’individuazione del sito da depredare: compito attribuito al basista;

la fase della trattativa con il “capo” del sodalizio: in questa fase il basista una volta individuato nelle Marche il sito da depredare, contattava il “capo del sodalizio” al quale indicava la tipologia ed il quantitativo di merce da asportare presente nella ditta da saccheggiare;

la riunione associativa: individuato il sito da depredare, prontamente da Foggia giungeva in questo centro il “commando” a bordo di due  autovetture e trattore stradale (quest’ultimo a volte già presente in zona). Ad attenderli nei pressi delle uscite autostradali della A/14 poste presso le ditte da saccheggiare,  vi era in modo insospettabile il basista;

la sequenza dell’azione delittuosa: una volta condotto il trasportatore e la manovalanza sul luogo del delitto, il basista si occupava di “controllare” l’area circostante per un’eventuale presenza delle Forze dell’Ordine. A furto avvenuto il capo conduceva il trasportatore verso l’autostrada a sua volta scortato da una “staffetta”, mentre il basista si occupava di prelevare la manovalanza e condurla a luogo di ritrovo.

Al termine delle complesse indagini, acquisiti utili, concreti, inconfutabili e gravi indizi di colpevolezza a carico del sodalizio criminale, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Osimo richiedevano ed ottenevano dalla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, nella persona della dottoressa Irene Bilotta l’applicazione della custodia cautelare in carcere a carico dei sei principali indagati mentre a carico degli altri quattro quella degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Gli arrestati:

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  1. DI CANIO Gaetano, nato e residente a Foggia, classe 1969, coniugato, nullafacente, pluripregiudicato per reati specifici contro il patrimonio, sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico;
  2. SARROCCO Pasquale, nato a Foggia, classe 1991 residente a Castelnuovo della Daunia (FG), coniugato, nullafacente, pluripregiudicato per reati specifici contro il patrimonio, sottoposto all’obbligo di dimora nel territorio di Castelnuovo della Dauna, con divieto di uscire di casa dalle 22 alle 7;
  3. LA GATTA Giorgio, nato e residente a Foggia, classe 1985, coniugato, nullafacente, pluripregiudicato per reati specifici contro il patrimonio, sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico;
  4. CONSOLE Giuseppe, nato a Foggia, classe 1955, residente Loreto (AN); di fatto domiciliato a Recanati (MC), coniugato, nullafacente, pluripregiudicato per reati specifici contro il patrimonio, ritenuto il “capozona” della Val Musone e Riviera del Conero, sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico;
  5. DI RIENZO Antonio, nato e residente a Foggia, classe 1950, coniugato, nullafacente, pluripregiudicato per reati specifici contro il patrimonio, già detenuto in carcere a Montacuto;
  6. LUMINOSO Mario Antonio, nato e residente a San Severo (FG), classe 1975, coniugato, nullafacente, pluripregiudicato per reati specifici contro il patrimonio, sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Costui era sfuggito all’arresto del 13 gennaio scorso, ma successivamente identificato, raggiunto e arrestato presso la propria abitazione in data 23 febbraio 2017e tradotto nel carcere di Foggia dove permaneva fino alla data dello scorso 21 marzo, per poi ottenere gli arresti domiciliari.

Sono tutti sottoposti ad indagini per essersi associati fra loro per commettere delitti contro il patrimonio, furti e ricettazione di merce di qualsiasi genere. In particolare, attraverso l’interpretazione degli attori principali, nei seguenti ruoli:

  • LA GATTA Giorgio, al vertice dell’associazione quale organizzatore della stessa e dei singoli reati, alla cui realizzazione contribuisce attivamente; costituisce il punto di riferimento per tutti gli associati, pianifica le azioni, stabilisce gli accorgimenti da adottare per eludere eventuali controlli delle forze dell’ordine, si occupa di nascondere e ricettare la refurtiva;
  • CONSOLE Giuseppe, quale membro stabile dell’associazione, partecipe nella programmazione e realizzazione dei reati con il compito di “basista” in quanto, essendo residente in Loreto, individua i siti da depredare nell’ambito marchigiano, contatta l’organizzatore, attende l’arrivo del sodalizio all’uscita autostradale, li conduce sul posto e vi rimane fino ad esecuzione avvenuta per poi ricondurre il sodalizio verso l’autostrada;
  • SARROCCO Pasquale, quale membro stabile dell’associazione, partecipa attivamente alla realizzazione dei singoli reati oggetto del programma delinquenziale, assicurando il supporto logistico mettendo a disposizione i propri veicoli sui quali caricare e trasportare la refurtiva, nonché con funzione di “staffetta” scortando attivamente il veicolo carico di refurtiva fino al sito di ricettazione.

Gli arrestati sono quasi tutti parenti fra loro. Si muovevano con strategie precise e organizzate. Operavano furti di grossi quantitativi di merce d’ogni genere che poi rivendevano in stock nel foggiano (San Severo, Lucera e Foggia), sul mercato illecito parallelo. Basti pensare che per tutti i delitti in esame è stato riscontrato un danno economico complessivo di oltre un milione e mezzo di euro.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Come cambia l’informazione al tempo dei social

La capacità delle Amministrazioni comunali di trasmettere il proprio operato


Camerano, 16 maggio 2022 – È fuori da ogni dubbio o discussione: l’avvento dei social ha letteralmente stravolto il mondo della comunicazione, il modo di fare informazione e dare le notizie. A volte migliorando le cose, a volte peggiorandole in modo inaccettabile e, spesso, dannoso.

L’avvento del web, e di piattaforme come Facebook, Tik Tok, Twitter, WhatsApp, Telegram, ha aperto spazi infiniti e fatto crollare muri dell’incomunicabilità prima inaccessibili. Ma, se da un verso ha messo in comunicazione fra loro gli individui di tre quarti del mondo, da un altro ha concesso diritto di parola e di replica anche agli imbecilli che, considerati certi interventi visti su Facebook, prolificano a tutte le latitudini dell’emisfero. Umberto Eco docet, quando affermò: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Era il giugno del 2015.

La sua affermazione, oggi, è stata ampiamente dimostrata. Nel campo della comunicazione, che andrebbe trattata con molta delicatezza, ci si sente tutti giornalisti. Tanti, troppi i novelli Indro Montanelli o Enzo Biagi che sia, pronti a dare per primi lo scoop giornaliero di quanto accaduto sotto casa, o al vicino di pianerottolo, o in piazza, o dall’altro capo del mondo, con il risultato di spargere spazzatura a destra e a manca. Tanti, troppi quelli che riprendono dai social una news e, convinti d’essere gli unici, la fanno rimbalzare qua e là aggiungendo – o togliendo – qualche contenuto. Tanti, troppi quelli che gli danno seguito, non verificano le fonti e contribuiscono ad allagare l’oceano delle fake news.

Poi, ci sono gli Enti pubblici, i Comuni che, come diretta conseguenza dell’avvento dei social, sono stati costretti a dotarsi di Uffici stampa per soddisfare con comunicati giornalieri le bocche fameliche delle miriadi di testate giornalistiche (tra cui la nostra), nate grazie alla facilità di comunicare attraverso i social. Oggi, un Ufficio stampa non si nega a nessuno, ce l’hanno quasi tutti, anche quelle piccole realtà che un tempo non se lo sognavano neppure lontanamente. Anche se, spesso, a gestire un Ufficio stampa non sono giornalisti iscritti all’Ordine ma figure che l’Ordine dei giornalisti non sa neppure dove sia.

E veniamo alle dolenti note. Mica tutti i Comuni si sono attrezzati seguendo le regole e la legge; addirittura, alcuni Comuni non si sono attrezzati affatto. In alcuni Comuni il Sindaco, vuoi per risparmiare, vuoi perché si considera la reincarnazione di San Francesco di Sales, vuoi perché di comunicare quel che fa non gli interessa affatto (un modo comodo comodo per farsi gli affari propri), l’Ufficio stampa se lo fa da sé. Quando comunica.

Corriere del Conero da sei anni ormai informa i propri lettori attraverso sei pagine dedicate ad altrettanti Comuni: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo; più una settima pagina, chiamata Dal Mondo, dove finiscono tutte le altre notizie che arrivano da Ancona e dalle altre quattro province marchigiane. La nostra è un’informazione a carattere regionale anche se, grazie al web, siamo letti in tutto il mondo.

In questi sei anni abbiamo collaborato – a volte scontrandoci – con questi Comuni e i rispettivi Sindaci. Non tutti sono attrezzati come dovrebbero nel comunicare ai giornali il proprio operato. Ma va detto che comunque la figura del Sindaco è quella che la fa da padrone, nel bene e nel male. C’è Sindaco e Sindaco, c’è chi esagera e chi se ne frega, c’è chi favorisce una testata a scapito di un’altra, c’è chi informa il meno possibile e chi ti sommerge di comunicati ma nel modo sbagliato. Ecco, di seguito, una nostra personale classifica stilata in base alla nostra esperienza e riferita ai Comuni che informiamo.

posizione

Comune

motivazione
1OSIMOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Alcuni comunicati arrivano dalla segreteria del Sindaco; altri dal gruppo consiliare del PD; moltissimi dal sindaco Pugnaloni in persona che elogiamo per la sua puntualità, l’ampiezza dell’informazione e la completezza dei comunicati quasi sempre corredati da foto. Merita ampiamente il primo posto anche grazie al fatto che Pugnaloni ha creato una chat riservata ai soli giornalisti.
2CASTELFIDARDOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Ha una persona che cura l’Ufficio stampa e puntualmente contatta i giornali attraverso Telegram. I suoi comunicati sono ampi, corredati da foto e informano su tutto lo scibile del Comune e anche qualcosa in più.
3ANCONAHa un sito web ufficiale e più di una pagina social. Ha un Ufficio stampa che impiega diversi giornalisti professionisti, strano trovare un Capoluogo di regione al terzo posto. La sua comunicazione verso le testate giornalistiche è la più ampia in assoluto. Peccato che, nonostante in redazione arrivino quotidianamente montagne di comunicati, questi spesso sono privi di fotografie e, dunque, impubblicabili per una testata online come la nostra. Con la forza lavoro che ha, potrebbe fare molto di più. Problema segnalato più volte.
4SIROLOHa un sito web ufficiale che potrebbe essere migliorato e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Insieme a Numana è il Comune con meno residenti (Sirolo, 4mila e rotti; Numana 3.700 e rotti). La comunicazione ai giornali la fa quasi esclusivamente il sindaco Filippo Moschella, spesso rubando tempo al suo tempo libero. Nonostante ciò, da quando in Comune c’è lui la comunicazione da e su Sirolo è migliorata parecchio.
5NUMANAHa un sito web ufficiale e uno per il turismo e una pagina social. Ha un Ufficio stampa curato da una persona. Anni addietro la comunicazione con le testate giornalistiche locali era continuativa, tanto che Numana ricopriva posizioni di vertice nella ns. classifica. Da un paio d’anni a questa parte la comunicazione, molto ricca, si è concentrata sulla stagione turistica estiva, lasciando piuttosto scoperto il resto dell’anno. Peccato!
6LORETOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Almeno, a noi non risulta: non riceviamo comunicati da questo Comune da almeno un anno. Abbiamo contattato per questo il sindaco Moreno Pieroni che si è detto sorpreso e che avrebbe provveduto. Ad oggi, non ha provveduto affatto. La sua comunicazione, tutta personale, per quel che ne sappiamo l’affida ad un videomessaggio che pubblica settimanalmente, tutti i lunedì, sulla pagina social del Comune.
7CAMERANOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Spiace vedere Camerano all’ultimo posto, ma tant’è, nonostante qui abbia sede la nostra testata. All’inizio del suo mandato il sindaco Oriano Mercante, contattato telefonicamente dal giornale per approfondire un tema, rispose che lui per telefono non rilasciava dichiarazioni, e che avrebbe risposto con i comunicati stampa. Sono passati sette mesi ma di comunicati a firma del Sindaco non ne abbiamo mai ricevuti. Nulla è cambiato, tra l’altro, rispetto all’Amministrazione precedente. Alla ns. redazione manca tantissimo l’assessore Costantino Renato, puntualissimo e molto professionale nei comunicati alle testate giornalistiche.

 

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