Osimo – Retata della Polizia contro i furti in abitazione

Un ladro seriale incastrato dagli agenti

Osimo – Un marocchino di anni 37 residente a Castelfidardo è stato denunciato dalla Polizia locale perché ritenuto responsabile di numerosi furti perpetrati in diverse abitazioni di Osimo.

L’uomo, a lungo braccato dagli agenti, è stato fermato all’interno di un bar nei pressi di Osimo Stazione, ponendo così fine all’operazione.

Osimo – Parte della merce rubata dal magrebino e recuperata dalla Polizia

Messi sulle tracce del marocchino da elementi raccolti nel corso dei sopralluoghi agli appartamenti delle vittime dei furti, e a seguito di testimonianze ricevute, gli agenti hanno proceduto immediatamente al controllo dei locali della stazione, delle vie adiacenti, dei giardini e dei bar della frazione.

Il magrebino, nel tentativo di sfuggire alla retata, è stato costretto ad abbandonare lungo i binari alcuni borsoni contenenti parte della refurtiva. Entrato in un bar si è persino cambiato gli abiti che indossava, ma questo non gli ha permesso di sfuggire alla cattura.

Una parte della refurtiva, tra cui una costosa attrezzatura da lavoro, è stata già riconsegnata ai legittimi proprietari mentre una restante parte: set di posate, liquori, strumenti musicali e generi alimentari, sono sotto sequestro presso il Commissariato di Osimo in attesa del riconoscimento da parte degli aventi diritto.

Per l’uomo, già arrestato in passato dai poliziotti per spaccio di droga e sotto ulteriori indagini per verificare eventuali sue responsabilità in relazione ad altri furti in appartamento, è stato chiesto il foglio di via obbligatorio da Osimo con il divieto di tornarvi per almeno tre anni.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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