Osimo – La città in apprensione per le sorti di Marina, Domenico e Samuel ospiti dell’Hotel Rigopiano

Si lotta con neve e macerie a Farindola per raggiungere i circa 30 dispersi all’interno della struttura travolta da una slavina

Osimo – «Ci rigeneriamo e torniamo. Per lo meno speriamo visto la quantità di neve che abbiamo…». Un post ironico su Facebook e la follia del destino che si fa beffe di noi. Sono ore di tensione per i familiari e per i conoscenti di Marina Serraiocco e Domenico Di Michelangelo, i due osimani che insieme al loro bambino Samuel stavano trascorrendo le vacanze alle pendici del Gran Sasso, nel comune di Farindola, in provincia di Pescara.

Marina, Domenico e il piccolo Samuel in una foto del 16 gennaio, due giorni prima della slavina che ha sommerso l'hotel
Marina, Domenico e il piccolo Samuel in una foto del 16 gennaio, due giorni prima della slavina che ha sommerso l’hotel Rigopiano

La foto pubblicata da Marina lunedì 17 ritrae un albergo talmente innevato da aver perso quasi la propria fisionomia. Si tratta dell’Hotel Rigopiano, la struttura che ieri, a poche ore di distanza dallo scatto che la immortala sotto una coltre bianca, è stata travolta da un’enorme slavina causata da una delle forti scosse di terremoto avvenute in mattinata.

Sono ancora là sotto Marina e i suoi familiari. E un’intera città, quella di Osimo, si stringe con tutto il suo calore attorno ai tre dispersi, nella speranza che i soccorritori che al momento stanno scavando tra i cumuli di neve e macerie, estraggano i loro corpi sani e salvi.

L'hotel investito dalla slavina
L’hotel investito dalla slavina

Entrambi abruzzesi d’origine Domenico e Marina, di quarantuno e trentasette anni, si sono trasferiti a Osimo per lavoro: lui poliziotto in servizio al commissariato cittadino, lei titolare de La Bomboniera di Marina, il negozio lungo corso Mazzini specializzato in articoli da regalo e oggettistica realizzata a mano.

Marina aveva sospeso la sua attività per ferie dal 15 al 18 gennaio per concedersi qualche giorno di meritato riposo dopo il tour de force natalizio. Per domenica 29 aveva previsto un evento speciale per festeggiare il terzo compleanno dell’esercizio e presentare il campionario ideato per il nuovo anno.

Sono decine i messaggi di solidarietà e vicinanza che gli osimani stanno scrivendo sui profili  Facebook di Marina e Domenico, smaniosi di rivederli sorridenti come nell’ultima foto che li ritrae insieme, in montagna, poco prima che quella stessa montagna li inghiottisse. «Manteniamo tutti assieme alta la speranza che i nostri tre concittadini siano ancora vivi – ha commentato il primo cittadino Pugnaloni – Non è tempo di dichiarazioni ufficiali fino a quando non ne riceverò dalle autorità preposte. Preghiamo tutti insieme».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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