Osimo – Inaugurata la nuova scuola primaria Montetorto di Casenuove

Pugnaloni: “realizzato un sogno in tempi record”

Osimo – «Diamo una benedetta a ‘sta benedetta scuola!». Un gioco di parole quanto mai azzeccato quello proposto da Don Luigi alla festa di inaugurazione della nuova scuola primaria Montetorto di Casenuove che si è svolta ieri mattina. Una scuola chiesta a gran voce da quasi quindici anni da residenti e genitori riuniti in comitato e oggi finalmente diventata realtà.

L'esterno della nuova scuola Montetorto
L’esterno della nuova scuola Montetorto

I lavori di ampliamento dello stabile, inseriti già nel 2015 nel piano comunale degli investimenti, sono stati affidati lo scorso nove maggio alla ditta Torelli e Dottori di Jesi. In sinergia con l’ing. Vagnozzi, responsabile dell’ufficio tecnico comunale e dell’ing. Lelli, si sono occupati della progettazione e della direzione dei lavori l’ing. Sampaolesi e l’ing. Sediari.

Sono stati quest’ultimi, ieri, a illustrare ai numerosi cittadini smaniosi di assistere al taglio del nastro le caratteristiche del neonato stabile. L’edificio è dotato di un impianto di riscaldamento a pavimento regolato su una temperatura di 18-20°, ma ogni aula è munita di un proprio termostato che può essere regolato manualmente dalle insegnanti.

Il taglio del nastro inaugurale della nuova scuola primaria di casenuove
Il taglio del nastro inaugurale della nuova scuola primaria di Casenuove

Adattabili alle esigenze didattiche sono anche le luci a led, installate sia nelle classi che nell’atrio. Dal punto di vista acustico, pareti e finestre sono state progettate su misura per insonorizzare ogni stanza e ovattarla rispetto ai rumori sia interni che esterni.

L’intera struttura è coperta da rete Wi-Fi, ed è stata predisposta una pompa di calore per condurre l’acqua nei bagni. Invisibile, perché circondato da un parapetto ma installato su tutta la copertura della scuola infine, un impianto fotovoltaico da venti kilowatt, a servizio sia della nuova sia della precedente costruzione.

I vicini spazi della vecchia scuola, infatti, non resteranno inutilizzati. Il prossimo impegno messo in agenda dall’amministrazione riguarda la fruibilità delle stanze al momento abbandonate, e che molto probabilmente verranno adibite a palestra. Per quanto riguarda la sicurezza sismica, tema caldo in questo periodo, gli ingegneri rassicurano sulle ottimali condizioni dell’edificio, la cui struttura portante è interamente costruita in cemento armato.

L'interno di una delle classi della scuola
L’interno di una delle classi della scuola

«Una scuola che è un biglietto da visita per l’intera città – ha commentato soddisfatto il primo cittadino Pugnaloni – Casenuove, porta del nostro Comune, da oggi splende ancora di più. Avevamo preso un impegno importante con la cittadinanza che aveva particolarmente a cuore questo tema e insieme, in tempi record, siamo riusciti a realizzare un sogno. Un esempio concreto di democrazia perché frutto della collaborazione tra l’amministrazione e coloro che vivono in prima persona il territorio. L’albero della vita che sorregge la scuola – ha concluso il sindaco, riferendosi alla colonna posizionata al centro dell’atrio dell’edificio dipinta a mo’ di albero – sarà monito e stimolo per continuare a crescere insieme».

Contenta dei risultati dei lavori anche la preside dell’Istituto Comprensivo F.lli Trillini che ha confessato di aver apprezzato, in particolar modo, i colori vivaci della nuova scuola, capaci di regalare a studenti e insegnanti un clima di allegria e serenità.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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