Osimo- Filottrano – Terra Sicura: i carabinieri controllano 73 veicoli e 80 persone

Posti di blocco effettuati in tutta la Val Musone e lungo la Riviera del Conero

Prosegue l’attività di sorveglianza e controllo di tutta la Val Musone e Riviera del Conero ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Osimo, con specifici servizi coordinati, predisposti e diretti dal cap. Raffaele Conforti, e con l’intervento di tutte le stazioni carabinieri e del nucleo Radiomobile, volti al contrasto e repressione di furti ed altri reati contro il patrimonio.

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Nell’operazione denominata Terra sicura, messa in atto nella serata di ieri e terminata questa mattina, mercoledì 22 marzo intorno alle 8, sono stati impiegati 20 carabinieri e 10 mezzi militari di cui 2 in tinta civile. Il lavoro congiunto dei militi ha prodotto risultati in Osimo, Filottrano e Castelfidardo (dell’ultimo diamo conto nella rispettiva pagina del giornale).

In Osimo

nella mattinata odierna, i militari della Radiomobile hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per il reato di: “violazione alla misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio per anni 3 dal Comune di Porto Recanati”, il pluripregiudicato R. R. nato ad Ancona nel 1967, di Polverigi, celibe, nullafacente.

Costui veniva sorpreso alla guida della propria vettura, una Fiat Stilo, in località Scossicci di Porto Recanati, in violazione del provvedimento di divieto di ritorno in Porto Recanati per anni 3. Il F.V.O. gli era stato notificato in data 20.07.2016, emesso dal Questore di Macerata.

In Filottrano

i militari della locale stazione, nel corso di mirati servizi per il controllo del territorio e la circolazione stradale, al fine di scongiurare stragi e incidenti stradali mortali, nella tarda serata di ieri, nel corso di un posto di blocco stradale in Via San Giacobbe, procedevano al fermo e controllo dell’auto Opel Zafira il cui conducente, identificato per: M. A .R., nato in Pakistan nel 1994, residente a Filottrano, celibe, studente, incensurato.

Costui, palesava immediatamente chiari sintomi di alterazione psicofisica da assunzione di sostanze stupefacenti, tale da non riuscire neanche a parlare. Il ragazzo, con l’ausilio del personale del 118, veniva subito condotto, in ambulanza, presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Jesi dove, previo suo consenso, veniva sottoposto ad analisi tossicologiche risultando positivo a sostanze stupefacenti quali cocaina, oppiacei e cannabinoidi.

Al termine degli accertamenti veniva deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona  per il reato di: “guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti”, con il conseguente ritiro della patente di guida e trasmissione all’U.T.G. – Prefettura di Ancona per i provvedimenti di competenza, mentre il veicolo veniva sottoposto a sequestro amministrativo ai fini della confisca e affidato in custodia a ditta convenzionata

Nell’arco del servizio sono stati controllati complessivamente 73 veicoli e 80 persone; elevate 10 contravvenzioni al codice della strada per violazioni varie quali: omessa copertura assicurativa, omesso uso delle cinture di sicurezza, uso continuo e smodato del telefonino durante la guida, dimenticanza dei documenti di guida.

Sono state altresì eseguite 5 perquisizioni domiciliari a soggetti di interesse operativo e controllate 20 persone sottoposte agli arresti e alla detenzione domiciliare.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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