Osimo – Diventa effettiva la fusione tra Astea Energia e SGR

Marchetti: “Tutto invariato. Astea è viva e presente sul territorio”

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Osimo – Dopo il contratto di compravendita siglato lo scorso 29 dicembre, è diventata oramai effettiva la fusione tra Astea Energia Spa e il Gruppo Società Gas Rimini Spa. L’azienda romagnola, considerata un’eccellenza nello scenario nazionale, ha acquistato il 70% delle azioni della compagine osimana, diventandone leader societario. Le restanti quote rimangono in mano ad Astea Spa per il 24,05% e a Iren Mercato Spa per il 5,59%.

da sinistra Federico Riccardi, responsabile legale Gruppo SGR, Demis Diotallevi, direttore Gruppo SGR, Bruno Tani, Amministratore Sgr, Fabio Marchetti, presidente Astea spa, Massimiliano Belli, direttore Astea Spa
da sinistra Federico Riccardi, responsabile legale Gruppo SGR, Demis Diotallevi, direttore Gruppo SGR, Bruno Tani, Amministratore Sgr, Fabio Marchetti, presidente Astea spa, Massimiliano Belli, direttore Astea Spa

Una scelta che profuma di fiori d’arancio secondo Fabio Marchetti, presidente del gruppo Astea: «Mi piace descrivere questo accordo come una sorta di matrimonio – ha detto Marchetti – perché gli intenti perseguiti da SGR sono gli stessi di Astea. Di fatto non cambia nulla per i cittadini: Astea resta presente sul territorio con le attività di interesse pubblico che ha portato avanti fin’ora. L’unica differenza è che sarà in grado di competere con le grandi realtà nazionali – ha continuato il presidente osimano – cosa che non sarebbe potuta accadere se fossimo rimasti da soli».

Insieme alla prospettiva di crescita nel mercato dei colossi del settore, a motivo della fusione anche la normativa imposta dalla legge Madia secondo cui ai Comuni non è consentito detenere e mantenere partecipazioni in società commerciali come lo è la vendita di gas e di energia elettrica, a differenza di acqua, rifiuti e gestione delle reti, considerati al contrario servizi di interesse pubblico.

Fabio Marchetti e Federico Riccardi alla firma del contratto di compravendita
Fabio Marchetti e Federico Riccardi alla firma del contratto di compravendita

La gara per l’individuazione del socio privato, ha spiegato Marchetti in occasione della conferenza stampa che si è tenuta ieri, lunedì 23, e che ha visto protagonisti i vertici di entrambe le società, si è svolta coinvolgendo esclusivamente i tre partner industriali già predenti in Astea.

Il valore di Astea energia stabilito dalla perizia effettuata a giugno 2016 ammonta a 23,6 milioni di euro, a differenza della valutazione commissionata nel settembre 2012 e che si fermava a 12 milioni. La proposta giunta da SGR oscillava inizialmente tra 27 e 29 milioni ma si è poi assestata a 30,5 milioni, cifra che ha portato il controvalore incassato per l’operazione a oltre 21 milioni. In aggiunta, tramite gli ulteriori impegni assunti da SGR per i prossimi cinque anni, la valutazione globale dell’intera Astea Spa sale a 40 milioni euro.

La scelta di non aprire la gara a società estranee alla compagine Astea deriva dalla volontà di mantenere alta l’attenzione sul locale. «Abbiamo bisogno di qualcuno che creda nel nostro territorio – ha concluso Marchetti – e che voglia crescere insieme alla nostra realtà, non diventarne padrone».

Demis Diotallevi e Bruno Tani di SGR
Demis Diotallevi e Bruno Tani di SGR

«SGR riesce a proporre offerte al mercato ma con un servizio diverso dalle grandi aziende – ha detto  Demis Diotallevi, direttore del gruppo romagnolo – ovvero preservando il legame con gli utenti e con il territorio di riferimento. In tredici anni abbiamo mantenuto oltre il 90% dei clienti storici pur confrontandoci con un centinaio di competitor attivi nella nostra zona».

Con l’arrivo di SGR, Astea manterrà sia il fondo di garanzia per il sociale – 100 mila euro annui destinati alle famiglie in difficoltà economiche che risiedono nei vari comuni serviti da Astea – sia quello per la sponsorizzazione di attività culturali e sportive, insieme all’intero utile 2016 della vecchia Astea energia.

Invariate rimarranno anche le maestranze che lavorano per Astea e le sedi degli uffici attualmente operativi, mentre sarà ridotto il numero dei membri in c.d.a che passerà dagli attuali nove a cinque, di cui due consiglieri nominati da Astea.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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