Osimo, Camerano, Porto Recanati: il “Valzer degli ubriachi”

Duro lavoro notturno dei carabinieri per prevenire e contrastare la guida in stato di ebbrezza

Osimo – La radiomobile osimana ha dovuto effettuare tre importanti interventi ponendo in sicurezza la circolazione stradale e salvaguardando la vita a tre incoscienti automobilisti.

Posto di controllo dei carabinieri lungo la S.S. 16 Adriatica
  • Il primo in località Padiglione di Osimo, in Via Montefanese dove, ad un posto di blocco, è stato controllato e fermato per guida in stato di ebbrezza alcolica in ore notturne l’extracomunitario tunisino Z. F., un operaio 50enne coniugato e incensurato residente a Osimo.

Era alla guida della sua Suzuki Alto quando è stato sottoposto all’accertamento alcolemico dal quale emergeva un valore illegale di 1,47 g/l. Per lui, denuncia a piede libero e ritiro della patente di guida.

  • La seconda è una donna, C. J., nata in Ancona nel 1976 e residente a Camerano, nubile, operaia, pregiudicata. Fermata per un controllo in Via Lauretana a Numana mentre era al volante della sua Opel Agila, aveva causato un incidente stradale con ferite lievi.

È risultata positiva al test alcolemico con un valore illegale di 1,82 g/l, nonché a quello tossicologico per uso di cannabinoidi. Nei suoi confronti è subito scattata la denuncia in stato di libertà per i reati di guida in stato di ebbrezza e sotto l’influsso di sostanze stupefacenti” con il conseguente ritiro della patente di guida.

  • Il terzo è avvenuto in Osimo Stazione, lungo la S.S. 16 “Adriatica” e riguarda il pregiudicato C. F. nato a Lamezia Terme nel 1988 e residente a Porto Recanati, celibe, operaio. Fermato e controllato nei pressi della Stazione ferroviaria mentre era alla guida della sua Volkswagen Golf nera, ha mostrato evidenti segni di ubriachezza , parlando confusamente e sorridendo ai carabinieri. Il test ha fatto emergere un valore illegale di 1,12 g/l.

Anche per lui, denuncia a piede libero e ritiro della patente di guida.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi