Osimo – Arrestato magrebino con 30 grammi di eroina pura

Si muoveva in taxi per eludere la sorveglianza dei carabinieri

Osimo – Porto Potenza Picena. Si muoveva in taxi per sviare i controlli dei carabinieri ai quali era sottoposto normalmente perché fortemente indiziato in qualità di spacciatore di droghe pesanti.

Osimo – Una pattuglia del nucleo operativo Radiomobile osimano

Così, ai militi è stato sufficiente seguire il mezzo pubblico, aspettando il momento propizio per bloccarlo e procedere al suo controllo in totale sicurezza, senza rischiare l’incolumità degli altri utenti della strada. Le precedenti indagini dei carabinieri lasciavano supporre che l’individuo fosse uno spacciatore, non gli si doveva dare l’opportunità di disfarsi della droga.

Ai militari del nucleo operativo Radiomobile della Compagnia di Osimo, quel momento si è presentato ieri sera, intorno alle 19, nel centro abitato di Porto Potenza Picena. Approfittando del traffico intenso di quell’ora, i carabinieri hanno bloccato il taxi e immobilizzato il passeggero il quale, confermando i sospetti, con mossa repentina ha tentato di ingoiare un involucro di cellophane.

Recuperato l’involucro, i militi hanno constatato che conteneva 30 grammi di eroina.

Osimo – Kamel Mohamed Charif, il magrebimo arrestato e l’involucro di eroina

Il soggetto, una volta ammanettato è stato condotto in caserma e identificato. Trattasi di Kamel Mihamed Charif, 27enne di origine marocchina con cittadinanza belga, residente a Potenza Picena, celibe, nullafacente, pluripregiudicato. Perdipiù è risultato essere sottoposto al regime degli “arresti domiciliari” presso il luogo di residenza e, pertanto, nella condizione di “evaso” al momento del controllo.

Il magrebino è stato immediatamente dichiarato in arresto per i reati di: “detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio ed evasione”.

La sostanza stupefacente sequestrata, risultata eroina di buona qualità agli accertamenti mediante “Narcotest”, destinata al “mercato” della Riviera  del Conero (Sirolo, Numana e Marcelli), opportunamente “tagliata” avrebbe prodotto almeno 90 dosi.

L’arrestato è stato tradotto in carcere presso la Casa circondariale di Ascoli Piceno di Marino del Tronto.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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