Osimo approva il Bilancio 2021 e azzera la quota fissa delle mense

Per l’anno corrente previsti 19 milioni di euro d’investimenti per le opere pubbliche. Il dettaglio degli investimenti

Osimo, 28 aprile 2021 – Nell’ultimo consiglio comunale è stato approvato il bilancio di previsione 2021 con l’azzeramento della quota fissa delle mense scolastiche e l’aliquota bloccata di Imu e Irpef, mentre sulla Tari la discussione è rinviata alle prossime settimane, ma il Comune è pronto a compensare con propri fondi l’eventuale rincaro previsto dall’authority.

Osimo – Il Municipio 

Al bilancio era allegato il Piano triennale delle opere pubbliche che prevede, per il solo 2021, investimenti per circa 19 milioni di euro. Tra questi, spicca la nuova scuola elementare di Campocavallo, il palascherma alla Vescovara, il restyling Junior Tennis e piscina comunale, nuovo campo calcio ad otto a Passatempo, il primo tratto della variante a nord con la bretella fra Via Sbrozzola e Via Ancona a San Biagio.

E ancora, la valorizzazione dei luoghi della cultura come il ridotto del teatro La Nuova Fenice, l’auditorium all’ex cinema, la nuova biblioteca hi-tech. 650mila euro per due nuove piste ciclabili (Vescovara – collegamento Padiglione – Passatempo) oltre che la Ciclovia del Musone pronta già a decollare. In ultimo, un ingente investimento nella valorizzazione del patrimonio comunale (cittadella della sicurezza e casa delle associazioni al San Carlo e restyling palazzo ex Eca e Municipale).

Ogni anno saranno impegnati 700mila euro per le manutenzioni stradali. Mentre si resta in attesa di sapere se lo Stato concederà 4 milioni di euro per riqualificare Foro Boario e abbattere le barriere architettoniche per l’accesso al centro storico.

Illuminazione pubblica – Astea 

Il Consiglio di Stato dà l’ok alla nuova illuminazione

Anche il Consiglio di Stato, dopo il Tar, conferma la legittimità dell’appalto per il rinnovo della pubblica illuminazione cittadina con il project financing presentato da Dea e Astea Energia con un partner privato. Nei prossimi mesi in più fasi verranno installate lampade a led nei circa 7mila punti luce di Osimo. Dea gestirà il servizio 25 anni per un importo dell’appalto di 21 milioni di euro, ma in cambio la città avrà opere di miglioria da mezzo milione di euro che l’Amministrazione tradurrà in nuovi attraversamenti pedonali illuminati e circa 70 nuovi punti luce su diverse strade osimane. L’operazione consentirà un notevole risparmio energetico proprio grazie ai nuovi fari a led, che saranno con luce calda in centro storico per valorizzare le bellezze architettoniche di piazze e vicoli.

Commercio 

Dehors esentasse e pratiche velocizzate

Per aiutare il settore del commercio nella sua ripartenza post lockdown, in particolare bar e ristoranti, il Comune ha garantito che per tutto il 2021 il canone unico patrimoniale che da quest’anno sostituisce la Tosap e la Cosap, sarà azzerato per i dehors. La misura era già prevista da una legge dello Stato fino al termine dell’emergenza, dunque fine luglio, ma il Comune si è fatto carico già di prorogarla fino almeno a dicembre 2021. Al momento sono 18 le pratiche avviate dagli uffici competenti per installare dehors, di cui 15 richieste presentate da locali in centro storico. Le istruttorie,  rispetto a quelle dello scorso anno, sono state velocizzate grazie alla proroga.

Sport 

Aiuti alle associazioni che gestiscono impianti comunali

L’avanzo di amministrazione che verrà certificato nei prossimi mesi con il rendiconto 2020, verrà destinato in parte ad aiuti economici alle associazioni sportive che gestiscono impianti pubblici. Per ristorare le spese fisse che hanno sostenuto nonostante il lockdown, come manutenzioni, custodia e bollette, il Comune prevede contributi straordinari a fondo perduto per la prossima estate. Nel frattempo ha trovato un accordo su contributo e restyling con il Team Marche, gestore della piscina della Vescovara, l’impianto più costoso e per il quale il sindaco ha chiesto all’Atoo3 di deliberare una moratoria dal pagamento delle bollette dell’acqua, che costituiscono il costo principale della struttura natatoria.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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