Nuova scossa di terremoto avvertita in tutta la provincia di Ancona

Magnitudo 3.8 con epicentro a due chilometri da Muccia (MC). Nessun danno grave. Evacuate, per sicurezza, alcune scuole. A Osimo, con l’occasione, hanno effettuato prove di evacuazione

Ancona, 21 maggio – La terra ha tremato di nuovo questa mattina intorno alle 10.49, una scossa di magnitudo 3.8 con epicentro a due chilometri da Muccia (MC), a una profondità di nove chilometri.

La scossa, alla quale sono seguite repliche di minore intensità (1.1, 2.1),  è stata avvertita in tutta la provincia di Ancona fino a Fabriano, nel fermano, nell’ascolano fino a Perugia, Teramo e Terni.

Non si registrano grossi danni, al momento, nell’area maceratese interessata. Vigili del fuoco e Protezione civile sono all’opera per le verifiche tecniche, in modo particolare nelle scuole alcune delle quali, in via precauzionale, sono state evacuate.

«Da queste parti la terra non ha mai smesso di tremare – dice Mario Baroni, sindaco di Muccia – Piccole scosse continue poi, ogni tanto come oggi, una scossa più forte. La gente non ne può più, sul piano psicologico è devastante. Che ricostruisci a fare se poi viene giù tutto di nuovo?»

Il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni, tranquillizza che è tutto a posto: «Alcune scuole ne hanno approfittato – ha informato – per effettuare una prova di evacuazione, per migliorare l’esperienza in caso di necessità».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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