“Non è vero che Astea Energia ha bloccato le rateizzazioni delle bollette”

Nonostante l’eccezionale gravità della situazione l’azienda osimana non ferma le rateizzazioni delle bollette di luce e gas per famiglie e imprese

Osimo, 3 ottobre 2022 – Ci troviamo di fronte ad uno scenario energetico di eccezionale gravità che costringe l’Italia e l’Europa ad una situazione mai vissuta in precedenza, un territorio totalmente inesplorato dovuto ai “prezzi all’ingrosso del gas giunti a livelli abnormi negli ultimi mesi a causa del perdurare della guerra in Ucraina, dei timori sulla sicurezza dei gasdotti e delle tensioni finanziarie” (fonte ARERA – Autorità di regolazione del settore energetico).

Una crisi che pone non solo tutte le famiglie ma anche moltissime aziende, compresa l’osimana Astea Energia ed il Gruppo SGR di cui fa parte, in una situazione senza precedenti. Astea fa sapere che già da settimane, grazie ai propri dipendenti e collaboratori della rete commerciale: «stiamo profondendo un grande sforzo economico ed organizzativo a sostegno dei clienti che si trovano ad affrontare i rincari delle bollette per la fornitura dell’energia elettrica e del gas, anche attraverso l’ascolto e la consulenza.

È triste leggere quanto riportato da alcune testate giornalistiche che la nostra azienda avrebbe deciso di non effettuare più rateizzazioni. Ciò è assolutamente falso – dichiarano da Via Guazzatore – È ancora più triste vedere che la drammatica situazione che investe tutti viene usata cinicamente per fini politici.

Osimo – Sede del Gruppo Astea in Via Guazzatore

Astea Energia ha, ed ha sempre attuato iniziative di sostegno per i propri clienti e non smetterà certamente ora. In particolare, ricordiamo l’importante Fondo di solidarietà di 100.000 euro stanziato a favore delle famiglie bisognose e la possibilità (mai interrotta), di ottenere dilazioni di pagamento sulle fatture, attualmente in due o tre rate, a seconda dei casi».

Così come tutti i cittadini, anche Astea resta in attesa di urgenti interventi governativi, dato che la gravità della situazione ha determinato alterazioni drammatiche del mercato, e l’evidente condizione di insostenibilità per famiglie, imprese, pubbliche amministrazioni, non può che essere superata con iniziative straordinarie italiane ed europee di politica economica.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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