“Mi chiamo Paola..” 19 mila euro per il futuro di Samuel

Sono due le raccolte fondi destinate al piccolo osimano rimasto orfano

Osimo – «Mi chiamo Paola… sono di origine campana, ma vivo vicino Milano da circa venti anni, laureata in Ingegneria e soprattutto madre di una bambina di quasi sette anni…». Inizia così il testo di un’e-mail recapitata al Comune di Osimo. Allegata al messaggio, la ricevuta di un versamento di mille euro.

Il negozio di Marina, mamma di Samuel, in Corso Mazzini. Da subito, dopo la tragedia, oggetto di pellegrinaggio per gli osimani
Il negozio di Marina, mamma di Samuel, in Corso Mazzini. Da subito, dopo la tragedia, oggetto di pellegrinaggio per gli osimani

Sono per Samuel Di Michelangelo quei soldi, il bambino scampato alla tragedia del Rigopiano dove lo scorso 19 gennaio sono rimasti uccisi i suoi genitori, Domenico e Marina, abruzzesi d’origine ma da anni residenti a Osimo.

Nei giorni immediatamente successivi alla vicenda l’amministrazione comunale ha accolto la proposta avanzata dai cittadini e dall’Auser e ha avviato una raccolta fondi destinata al piccolo rimasto orfano poco dopo aver spento le sue prime sette candeline.

Un’iniziativa che ha scaldato i cuori degli osimani ma non solo. Nel conto corrente aperto a inizio febbraio sono confluite donazioni da parte di associazioni e privati da tutta Italia. Ad oggi sono stati raccolti 19 mila euro.

Cifra che verrà intestata a nome del tutore legale di Samuel, in modo tale che possa essere utlizzata per garantire un futuro sereno al bambino. Garante della raccolta, il Comune di Osimo.

Marina, Domenico e il piccolo Samuel in una foto del 16 gennaio, due giorni prima della slavina che ha sommerso l'hotel
Marina, Domenico e il piccolo Samuel in una foto del 16 gennaio, due giorni prima della slavina che ha sommerso l’hotel maledetto

Una seconda colletta è stata organizzata dall’associazione culturale Insieme per San Paterniano che ha aperto un secondo fondo in cui sono già confluiti oltre 5 mila euro, gran parte dei quali devoluti dalle parrocchie cittadine.

Le coordinate per partecipare alle due raccolte:

Nuova Banca Marche, Filiale via Marco Polo, Osimo. Intestazione: Comune di Osimo – un futuro per Samuel. IBAN: IT27Z0605537490000000006804. BIC: BAMAIT3AXXX (per chi versa dall’estero). Causale: DONAZIONE PER SAMUEL.

Banca CARIM, Agenzia di Osimo. C. D. G. 001049859. Nominativo ASS. CULTURALE INSIEME PER SAN PATERNIANO – PRO SAMUEL. Coordinate IBAN IT 44M0628537490CC0938113853. Swift code CCRRSNIT2R.

 


3 commenti alla notizia ““Mi chiamo Paola..” 19 mila euro per il futuro di Samuel”:

  1. DANIELA DAL PADULO says:

    ANCH’IO HO FATTO UNA DONAZIONE PER SAMUEL COME PAOLA, MA VEDO SU INTERNET CHE NON SI PARLA PIù N’E DELLA SOMMA RACCOLTA ,NE’ DEL BAMBINO. PERCHE’? LA GENTE DIMENTICA IN FRETTA…………

  2. Tiziana says:

    Aiutiamo anche i ragazzi di Loreto Aprutino anche il loro Comune ha aperto un fondo. Grazie

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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