L’erogazione dei buoni spesa alimentari a Osimo

Gli importi vanno da 150 a 500 euro per nuclei familiari composti rispettivamente da 1 a 7 persone

Osimo, 3 aprile 2020 – Dallo scorso mercoledì, i soggetti colpiti dalla situazione economica determinatasi per effetto dell’emergenza Covid-19 possono presentare richiesta per beneficiare dell’acquisto di generi alimentari e di prodotti di prima necessità da utilizzarsi esclusivamente in uno degli esercizi commerciali del territorio di residenza, l’elenco sarà pubblicato sul sito del Comune di Osimo..

Chi può fare richiesta

Possono fare richiesta, prioritariamente, i cittadini bisognosi colpiti dalla situazione economica determinatasi per effetto dell’emergenza Covid-19.

Priorità nella concessione dei buoni spesa

  1. nuclei familiari monoreddito, derivante da lavoro dipendente il cui datore di lavoro abbia richiesto ammissione al trattamento di sostegno al reddito a zero ore ai sensi del DL 18/2020; nuclei familiari che non siano titolari di alcun reddito e nuclei familiari monoreddito, derivante da attività autonoma il cui titolare abbia richiesto trattamento di sostegno al reddito ai sensi del DL 18/2020;
  2. nuclei familiari monoreddito derivante da lavoro dipendente il cui datore di lavoro abbia richiesto ammissione al trattamento di sostegno al reddito ai sensi del DL 18/2020 a ridotto orario di lavoro;
  3. nuclei familiari segnalati da soggetti del terzo settore non beneficiari di trattamenti pensionistici validi ai fini del reddito;
  4. nuclei familiari in carico ai servizi sociali, anche beneficiari del reddito di cittadinanza, sulla base dei bisogni rilevati nell’ambito dell’analisi preliminare o del quadro di analisi da effettuarsi a cura dell’Assistente sociale di riferimento, con priorità per chi fruisce di un minore beneficio.
  5. Soggetti privi di qualsiasi reddito e/o copertura assistenziale.

Entità dei buoni spesa

Il valore una tantum dei buoni spesa è articolato secondo la seguente modalità:

– nucleo familiare composto di n. 1 persona            € 150,00

– nucleo familiare composto di n. 2 persone            € 200,00

– nucleo familiare composto di n. 3 persone            € 250,00

– nucleo familiare composto di n. 4 persone            € 300,00

– nucleo familiare composto di n. 5 persone            € 350,00

– nucleo familiare composto di n. 6 persone            € 400,00

– nucleo familiare composto da oltre 7 persone       € 500,00

L’entità del valore dei buoni spesa alimentare è incrementato di tot. € 50 in caso di presenza di due o più minori. I buoni spesa alimentare saranno emessi con pezzature da € 50,00.

Modalità di erogazione dei buoni spesa

L’Ufficio Servizi Sociali, sulla base di casi che richiedono la priorità, delle indicazioni degli operatori del Servizio Sociale e delle disponibilità delle risorse, assegna i buoni e provvede a recapitarli ai nuclei beneficiari.

Il beneficiario consegna ad uno o più esercizi commerciali prescelti i buoni spesa ottenuti, apponendo la data di utilizzo e la firma. L’esercizio commerciale, con cadenza settimanale, bisettimanale o secondo la tempistica maggiormente rispondente alla propria organizzazione, emette fattura elettronica al Comune di Osimo, con allegati i buoni utilizzati dai beneficiari.

L’Ufficio provvede alla liquidazione delle fatture emesse dagli esercizi commerciali entro giorni 15 dal ricevimento.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda dovrà essere presentata utilizzando l’apposito modello predisposto dall’Ufficio e dovrà pervenire all’Ufficio Protocollo di questo Ente, secondo una delle seguenti modalità:

– a mezzo pec: comune.osimo@emarche.it

– a mezzo mail: assistente.sociale@comune.osimo.an.it

– consegna a mano, solo in caso di assoluta impossibilità di utilizzare le modalità sopraindicate e previo appuntamento telefonico al fine di evitare assembramenti di persone,  presso l’ Ufficio Protocollo del Comune di Osimo

Ulteriori informazioni

Contattare i seguenti numeri: Ufficio Servizi sociali: da lunedì al venerdì dalle ore 9,00- alle ore 14,00 – tel. 071/7249246 – 7249254 -7249208 -7249257

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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