La giungla di via Aldo Moro e via Vicarelli

All'ingresso e all'uscita degli alunni dalle scuole nelle due vie il caos regna sovrano

Osimo. Mancanza di parcheggi, rotatorie troppo strette, strada intasata. Infuria sul web la polemica riguardo la gestione del traffico tra via Aldo Moro e via Vicarelli, ovvero l’area su cui si affacciano la scuola dell’infanzia Marta Russo e il liceo Campana. Negli orari di ingresso e di uscita dai due plessi, la zona si trasforma in un vero e proprio terreno di battaglia. A prendere il sopravvento è  l’automobilismo selvaggio dovuto all’afflusso concomitante dei genitori che accompagnano o recuperano i propri figli e che si aggiungono al transito regolare dei residenti o dei clienti del supermercato adiacente, congestionando, di fatto, il flusso della viabilità.

L'incrocio tra via Aldo Moro e via Vicarelli
L’incrocio tra via Aldo Moro e via Vicarelli

Sul banco degli imputati la carenza di parcheggi il cui numero, ad oggi, non è in grado di soddisfare la domanda, ma anche le soluzioni di emergenza adottate dagli automobilisti in attesa che, posizionando i veicoli all’imbocco dei plessi oppure nel bel mezzo delle rotatorie che delimitano da ambo i lati la strada antistante le scuole, creano ingorghi e impediscono agli autobus di fare le regolari manovre. Sarà l’assenza dei posti auto, sarà la mancanza di senso civico di molti, ma resta il fatto che la zona, tra le 7.30 e le 8 del mattino e tra le 12.30 e le 13.30 del pomeriggio si trasforma in una vera e propria giungla su quattro ruote.

Tra chi lamenta la mancanza cronica di criteri organizzativi dietro la realizzazione di progetti edilizi, e chi auspica un intervento della Polizia locale per sanzionare coloro non rispettano le norme stradali, la proposta che i genitori osimani avanzano dal web agli uffici comunali è quella di costruire un parcheggio nell’area verde retrostante l’edificio della Marta Russo. Un parcheggio provvisto di passaggio pedonale collegato alla scuola, e quindi ad uso esclusivo dei bambini, con l’aggiunta di una zona di sosta per i ragazzi del liceo, costretti oggi ad aspettare l’autobus a cielo aperto, senza nessuna protezione. In ultimo, la nuova area potrebbe diventare una sorta di capolinea per i mezzi pubblici, sgravando così la già affollata via Vicarelli.

La scuola dell'infanzia, Marta Russo
La scuola dell’infanzia, Marta Russo

Una proposta di snellimento che deve però fare i conti con una nuova variante, annunciata dal Comune pochi giorni fa. In sostanza, a detta degli amministratori, tra un paio di anni oltre al Campana e alla Marta Russo potrebbe aggiungersi un terzo polo scolastico, destinato ad ospitare una nuova scuola media. La scorsa settimana, infatti, il primo cittadino osimano dopo aver incontrato i referenti Inail e Miur ha dichiarato che entro la fine del 2016 prenderà il via il procedimento per la realizzazione di nuovi edifici scolastici. Nello specifico, dal Miur arriveranno fondi per la costruzione della scuola primaria di Campocavallo e della media di San Biagio, mentre il denaro erogato dall’Inail verrà destinato all’infanzia di Osimo Stazione e, appunto, alla nuova scuola media nei pressi della Marta Russo.

Il taglio del nastro dei nuovi edifici avverrà, presumibilmente, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. Saranno direttamente Inail e Miur, per i prossimi venti mesi, a gestire la manutenzione ordinaria e straordinaria dei lavori. Il fondo immobiliare Miur pagherà Imu e Tasi insieme agli altri oneri di urbanizzazione, in modo tale che, al termine delle operazioni, le scuole diverranno proprietà del Comune a costo zero.

L'ingresso del liceo classico e dello scientifico
L’ingresso del liceo classico e dello scientifico

Inevitabili le reazioni di sconcerto da parte dei cittadini in merito alla costruzione di un nuovo plesso in una zona già oberata come quella tra via Aldo Moro e via Vicarelli, ma Pugnaloni invita tutti a restare sereni: insieme alla scuola verranno realizzati nuovi parcheggi, in grado di soddisfare le esigenze di ciascuno. Magari, proprio prendendo spunto dalla proposta avanzata dai genitori osimani. Ovvio, per la realizzazione di questo nuovo progetto occorrerà aspettare non meno di due anni, sempre che fili via tutto liscio e la burocrazia non allunghi i tempi previsti.

Nel frattempo, ai residenti delle vie limitrofe al liceo non resta che trincerarsi in casa nelle ore di maggiore afflusso del traffico. Sperando nella clemenza e intelligenza di quei genitori–rallisti che, con le loro manovre azzardate, peggiorano una situazione già di per sé precaria.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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