La cessione del Cinema Concerto all’insegna di scontri e dibattiti politici

Osimo. Quella che per alcuni si presenta come un’iniziativa coraggiosa e innovativa, per altri assume i tratti di un vile tradimento. Tra favorevoli e contrari, la cessione del Cinema Concerto di Osimo  all’ordine dei Frati Minori Conventuali è, oggi più che mai, argomento di scontri e dibattiti.

Un gruppo di novizi dei Frati Minori Conventuali prossimi proprietari del Cinema Concerto di Osimo
Un gruppo di novizi dei Frati Minori Conventuali prossimi proprietari del Cinema Concerto di Osimo

A distanza di tre giorni dall’approvazione dell’accordo riguardante la nuova sistemazione dello storico stabile cittadino, infuriano le polemiche da parte delle diverse compagini politiche locali. Che gli animi non fossero particolarmente sereni era già evidente lo scorso giovedì sera quando, in sede di voto, la Sala Gialla ha assistito ad una inaspettata spaccatura in seno alla stessa maggioranza. A fronte dei 13 voti favorevoli di Pd e di Energia Nuova, negativi sono stati i pareri dei due consiglieri de L’Altra Osimo con la Sinistra, che si sono detti contrari all’atto di cessione. Voto negativo anche da parte dei due rappresentanti del Movimento 5 Stelle, mentre i sei consiglieri delle Liste Civiche hanno scelto di astenersi.

Al termine di un incontro animato, i voti favorevoli hanno avuto il sopravvento e il consiglio comunale ha potuto deliberare: le sale della vecchia banda e parte del cinematografo verranno acquistati dai Frati Minori per una spesa di 540 mila euro; mentre la restante porzione (circa 60 mq.), verrà trasformata in un auditorium multimediale di proprietà comunale.

L’amministrazione ha salutato con entusiasmo il neo accordo siglato, adducendo a favore una serie di ragioni di carattere socio-economico. La nuova sistemazione, a detta dei gruppi Pd ed Energia Nuova, restituirà alla città un polo culturale e un locale non più a norma che per anni è rimasto chiuso al pubblico. Dalla trasformazione dello stabile verrà ricavato un auditorium moderno e funzionale le cui spese di ristrutturazione saranno esclusivamente a carico dell’ordine religioso e della regione Marche.

Il denaro ricavato dalla vendita sarà destinato alle altre strutture comunali che necessitano lavori di sistemazione, ad esempio il contiguo Mercato Coperto, la Biblioteca Comunale, la porta centrale dei Tre Archi che consente l’accesso al centro storico. L’operazione, infine, consentirà di incrementare il valore patrimoniale di un immobile altrimenti abbandonato a se stesso. Una diversa soluzione, a detta della maggioranza, avrebbe avuto costi che il comune di Osimo non sarebbe riuscito a sostenere da solo, inoltre la riapertura del cinema non sarebbe sopravvissuta alla concorrenza delle multisale.

“Non capiamo gli attacchi e le polemiche delle opposizioni – ha commentato il gruppo consiliare del Pd – soprattutto di coloro che hanno governato 15 anni la città lasciando chiuso il Cinema. Non capiamo – hanno ribadito – chi si ostina a volere il vecchio Cinema Concerto tale e quale a 30 anni fa, dimenticando che sono cambiati tempi e condizioni, e rifiuta un auditorium con schermo cinematografico e proiettore digitale che rappresenta uno spazio pubblico e un bene prezioso per la città”.

da sinistra: David Monticelli del M5 Stelle e Maria Grazia Mariani del Gruppo Misto
da sinistra: David Monticelli del M5 Stelle e Maria Grazia Mariani del Gruppo Misto

Di parere diametralmente opposto si dice Maria Grazia Mariani, leader del Gruppo Misto che paragona lo spazio destinato al nuovo auditorium ad un “pollaio”, viste le dimensioni ridotte (150/200 mq. con capienza massima 99 persone). Il prezzo richiesto ai Frati, inoltre, sarebbe eccessivamente basso, trattandosi di un immobile posizionato nel cuore della città e di particolare valore artistico-culturale.

Una “svendita”, anche secondo il Movimento 5 Stelle che accusa l’amministrazione di preservare l’interesse di privati (i Frati Minori) a discapito della collettività. I fondi destinati dalla Regione ai lavori di restauro dello stabile che andrà ad ospitare la biblioteca francescana, finanzieranno anche la costruzione di “camere d’accoglienza” destinate al turismo religioso. “Un cambio di destinazione urbanistica da culturale a turistico commerciale – hanno fatto sapere gli esponenti del Movimento in una nota – che non ha nulla a che fare col polo bibliotecario”.

Da parte dei grillini, parole al vetriolo anche per quanto riguarda la mancata trasparenza delle trattative portate avanti dal Comune, e rese note solo alla vigilia dell’accordo finale, contro una riqualificazione pubblica e partecipativa che avrebbe potuto dare voce ad altri acquirenti.

I tempi stimati per la realizzazione dei nuovi locali sono di un anno e mezzo. Il nuovo auditorium si presenterà con sviluppo verticale su dieci file, ciascuna dotata di dieci sedute.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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