“Il sorriso di Daniela” questa sera raccoglie fondi a La Fonte

Osimo. Buona musica, buon cibo e una buona dose di solidarietà. Questi gli ingredienti dell’iniziativa solidale in programma oggi, sabato 19, a Osimo, presso la sala della cultura dell’Hotel La Fonte. Un aperitivo in musica organizzato dal comitato Se Non Ora Quando della Riviera del Conero insieme a C’Entro – il comitato dei residenti del centro storico di Osimo – e all’Unitre cittadina finalizzato alla raccolta fondi destinati all’associazione “Il sorriso di Daniela”.

Una Onlus, quest’ultima, fondata nell’ottobre 2012 dai montefanesi Gabriella e Giuseppe Storani, intitolata alla memoria della figlia Daniela – morta nel 1992 a soli diciannove anni – che si occupa di realizzare e sostenere progetti a favore della popolazione ugandese, in particolare bambini e donne.

Grazie a "Il sorriso di Daniela" i bambini ugandesi di Lumonde hanno una vera scuola e dei banchi su cui studiare
Grazie a “Il sorriso di Daniela” i bambini ugandesi di Lumonde hanno una vera scuola e dei banchi su cui studiare

Attiva sia nel campo sanitario che scolastico, l’associazione è riuscita, in questi anni, tramite donazioni e raccolte fondi, a realizzare numerosi progetti a favore di una terra martoriata da guerre interne e povertà estrema. Grazie all’impegno e alla passione dei volontari, nella città di Kasaala hanno preso forma, a partire dal 2013, un reparto maternità e una sala chirurgica specializzata. A Lumonde, nel 2015, è stata costruita una scuola dell’infanzia, mentre una seconda sala operatoria è stata inaugurata a giugno di quest’anno nel dispensario di Lodonga.

Traguardi a dir poco straordinari che hanno salvato – e continuano a farlo tutt’ora – la vita a migliaia di persone.

«Fino a qualche anno fa le mamme di Kasaala partorivano a terra, sopra un sacco. L’ospedale più vicino era a 50 km e la strada per arrivarci stretta e disseminata di buche  – racconta Gabriella Storani, di professione insegnante, che dal 2010, appena può, si reca in prima persona in Uganda, ospite dei missionari comboniani –. Le prime due volte che sono stata in Uganda mi sono affiancata al centro missioni Onlus di Osimo, poi nel 2012 è nata l’idea de “Il sorriso di Daniela”, che in breve tempo si è trasformata in realtà».

Franco Grasso è stato uno dei fondatori dell'associazione Il sorriso di Daniela
Franco Grasso è stato uno dei fondatori dell’associazione Il sorriso di Daniela

A proporre il progetto dell’associazione è stato l’amico e giornalista Franco Grasso, coordinatore di Ètv Marche, scomparso a soli 57 anni il mese scorso. Grasso, al cui ricordo è dedicata la serata osimana di oggi, è stato presidente de “Il sorriso di Daniela” fino agli ultimi giorni di vita, per poi lasciare il posto al collega Maurizio Socci.

«Quando siamo partiti eravamo una manciata di persone – continua Gabriella –. Ora siamo più di duecento. Aggiorniamo costantemente i nostri profili web con foto e video per mostrare a chi ci sostiene l’avanzare dei progetti, così da spazzare via ogni scetticismo. Tutto ciò che realizziamo è ampiamente documentato e ciascuno può vedere dove viene investito il denaro donato».

Le sale operatorie costruite sono state attrezzate con gli strumenti necessari, tra cui un generatore di corrente, fondamentale per scongiurare che mamma e neonato muoiano a causa di un black out. Parte dei fondi sono stati destinati all’acquisto di medicinali per la malaria e poi per la realizzazione di una cisterna d’acqua. Oltre alla scuola dell’infanzia sono stati ampliati i locali della scuola primaria che di giorno ospitano i banchi, di notte diventano dormitorio. Entro Natale l’associazione spera di inaugurare anche un refettorio per ospitare gli oltre cinquanta ragazzini abituati fin’ora a mangiare e dormire a terra.

Prima dell'intervento dell'associazione la scuola dell'infanzia di Lumonde era una semplice baracca
Prima dell’intervento dell’associazione la scuola dell’infanzia di Lumonde era una semplice baracca

Questi e altri progetti verranno presentati questa sera, a partire dalle ore 19, presso l’Hotel La Fonte.

Protagonista, insieme al lavoro de “Il sorriso di Daniela”, sarà la musica di Norma Raccichini e  Cristina Picciafuoco, soprano la prima, pianista la seconda, che si esibiranno sulle note di musica classica e barocca. Al termine del concerto l’organizzazione offrirà ai presenti un aperitivo a base delle specialità locali – su tutte ciauscolo e Verdicchio – in segno di solidarietà alle zone terremotate.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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