Il PalaBaldinelli osimano messo a disposizione per le vaccinazioni di massa

Idoneo a servire la zona di Ancona Sud e i Comuni di Loreto, Filottrano, Castelfidardo, Santa Maria Nuova, Offagna, Polverigi e Agugliano

Osimo, 17 aprile 2021 – «La trepidazione per l’avvio della vaccinazione di massa nel nostro territorio comunale è davvero grande. Con questo spirito il Comune di Osimo, partecipando tramite Geosport alla manifestazione d’interesse indetta dall’Inrca per individuare il nuovo punto vaccinale, ha messo a disposizione il PalaBaldinelli, già sede dello screening di massa di gennaio».

Osimo – Lo screening di massa al PalaBaldinelli effettuato a gennaio (foto d’archivio)

Così il sindaco Simone Pugnaloni ha presentato la candidatura del palazzetto osimano quale centro vaccinale di riferimento per la zona sud di Ancona e della Val Musone. Tre i motivi principali che hanno portato Osimo a proporre il PalaBaldinelli::

– Potrà essere allestito rapidamente grazie ai gruppi locali di Protezione civile e alle Associazioni di volontariato, “sempre disponibili a supportarci in questi mesi di pandemia”;

– Ha ampi spazi interni, parcheggio esterno e tre bagni tra cui uno per diversamente abili come richiesto nell’avviso Inrca;

– Ha una posizione baricentrica rispetto all’intera vallata del Musone, potendo così servire anche i Comuni limitrofi quali Ancona Sud, Loreto, Filottrano, Castelfidardo, Santa Maria Nuova, Offagna, Polverigi e Agugliano.

«Laddove esistono soluzioni pubbliche in grado di soddisfare tutti i requisiti richiesti – la motivazione finale di Pugnaloni – riteniamo che queste debbano avere la priorità rispetto a potenziali soluzioni private».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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