Il Consiglio comunale dichiara guerra alle slot machine

Approvata la mozione del Movimento 5 stelle

Osimo. Il gioco d’azzardo è una gramigna, e come tale va sradicata: Osimo si schiera in formazione compatta contro la ludopatia e dichiara guerra a slot machine e sale da gioco. Approvata ieri sera lunedì 21,  in  sede di consiglio comunale la mozione avanzata dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle in merito alla messa in atto di provvedimenti concreti ed efficaci per contrastare il dilagante fenomeno della dipendeza dal gioco d’azzardo patologico.

Osimo avrà un regolamento mirato a contrastare la ludopatia
Osimo avrà un regolamento mirato a contrastare la ludopatia

Utilizzo delle “macchinette” limitato alle fasce orarie che vanno dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 22, autorizzazione ad ospitare sale da gioco negata ai locali ubicati a meno di cinquecento metri da luoghi sensibili, ad esempio le scuole, e a quelli in cui le slot occupano il 50% della superficie totale – ovvero più di 100 mq nei locali del centro storico, 150 mq nelle zone periferiche –, riduzione fiscale agli esercizi che rinunciano ad ospitare slot e simili e di contro sanzioni pecuniarie fino a cinquecento euro agli esercenti che non rispettano i vincoli imposti. Questi i punti nevralgici del regolamento abbozzato e proposto dai consiglieri grillini.

«Il gioco d’azzardo è una piaga sociale in continuo aumento – ha affermato la consigliera Sara Andreoli – a confermarlo sono i dati forniti dall’Asur Marche che riguardano i ricoveri al Sert, ai quali va poi aggiunto il numero di coloro che vivono la dipendenza nel silenzio. Esistono già leggi che regolamentano la posizione dei Comuni circa questa tematica ed è a queste leggi che anche Osimo deve guardare, nell’assoluto interesse individuale e collettivo dei cittadini».

David Monticelli, consigliere del Movimento 5 stelle
David Monticelli, consigliere del Movimento 5 stelle

«Si tratta di una richiesta avanzata direttamente dalla popolazione – rincara David Monticelli – ed è nostro dovere fornire una prassi concreta per scongiurare e limitare questo fenomeno, e per isolare chi specula e guadagna sulla pelle dei giocatori. La crisi occupazionale degli ultimi anni ha aggravato la situazione – aggiunge il consigliere grillino –.  Le regioni in cui la crisi è stata più forte sono quelle in cui il gioco è più alto».

Alla mozione pentastellata è stato affiancato – e a sua volta approvato – l’emendamento proposto dal consigliere Pd Giorgio Campanari riguardante la nomina di un’apposita commissione consiliare – su modello di quella già attiva a Senigallia – chiamata a vagliare il regolamento e le sue eventuali modifiche. «La commissione – ha sottolineato Campanari – dovrà essere frutto di un lavoro collettivo e dovrà coinvolgere tutte le parti politiche e anche gli esercenti. La ludopatia è un problema serio» ha ribadito il consigliere di maggioranza, sottolineando l’importanza di intensificare la promozione di eventi pubblici di sensibilizzazione indirizzati in particolar modo agli studenti.

Respinto, invece, ma con l’impegno di ritornare sulla proposta, l’emendamento avanzato dalla consigliera del Gruppo Misto Maria Grazia Mariani, riguardante uno sgravio fino al 50% in termini di regolamento IUC (Imposta Unica Comunale, dunque Tasi, Imu, Tari), a favore degli esercizi pubblici che si liberano di propria iniziativa di slot machine e sale da gioco.

«Questa sera abbiamo fatto un buon lavoro – ha commentato il sindaco Pugnaloni al termine dei lavori – dimostrando di essere in grado di guardare al futuro, lavorare insieme, stilare un regolamento condiviso che possa allontanare questa piaga dalle generazioni future ed essere testimonianza per i comuni vicini».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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