Il Comune di Osimo contesta l’elezione della Giacchetti al Campana

Pugnaloni: “l'iniziativa di questo Comune non deve essere in alcun modo letta o strumentalizzata politicamente”

Osimo, 5 maggio 2021 – “L’Amministrazione comunale intende porgere i più sentiti auguri di buon lavoro alla  neoeletta presidente dell’Istituto Campana per l’Istruzione Permanente, nella persona della dottoressa Gilberta Giacchetti,  e a tutto il Consiglio di amministrazione appena insediatosi, con il quale auspica di avviare una proficua collaborazione per valorizzare i beni e le attività culturali della Città di Osimo”.

Gilberta Giacchetti, neo eletta presidente dell’Istituto Campana  

Inizia così il comunicato stampa diffuso in mattinata dal sindaco Simone Pugnaloni. Un incipit istituzionale dovuto nei confronti della dottoressa Giacchetti per il suo nuovo impegno presso l’Istituto Campana. Un incipit che però maschera un vizio di forma nell’elezione della neo presidentessa, e forse anche qualcosa di più.

«Tuttavia – continua infatti Pugnaloni – proprio a tutela dell’Istituto Campana, l’Amministrazione comunale, sulla scorta dei pareri legali acquisiti, sottoporrà al predetto Istituto e all’Ufficio Scolastico regionale, che per Statuto è preposto alla vigilanza sull’Ente, di verificare se proprio la prima delibera di nomina del Presidente sia viziata da nullità in ragione della mancata completezza dell’organo deliberante, essendo avvenuta la votazione prima che il Consiglio comunale provvedesse alla sostituzione del consigliere prof. Pietro Alessandri che, come è noto, nei giorni scorsi aveva formalizzato la rinuncia all’accettazione della nomina».

Simone Pugnaloni, sindaco di Osimo

Evidentemente, a Pugnaloni non è andata giù la nomina della Giacchetti avvenuta, di fatto, scavalcando il Consiglio comunale. «Vi è da dire infatti – continua e spiega il primo cittadino osimano – che a seguito della rinuncia del prof. Alessandrini, il Comune aveva comunicato per pec sia all’Istituto Campana che all’Ufficio scolastico regionale che la nuova nomina, in sostituzione del prof. Pietro Alessandrini, sarebbe avvenuta nel Consiglio comunale del 10 maggio».

In ultimo, un Pugnaloni piuttosto piccato prova a giustificare la contestazione della nomina partita da lui stesso, invitando a non leggerla o strumentalizzarla politicamente. «Per ragioni che al momento non riusciamo a comprendere, si è tuttavia deciso di procedere alla nomina del Presidente del Cda senza attendere la nomina del nuovo componente. Resta inteso che l’iniziativa di questo Comune non deve essere in alcun modo letta o strumentalizzata politicamente quale opposizione alla scelta del nuovo Presidente, che ovviamente è riservata all’autonoma scelta dei componenti del Cda, bensì esclusivamente quale scrupolo a tutela della legittimità degli atti che il nuovo Cda porrà in essere».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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