Ginnetti: “Il maxi-parcheggio presenta i segni dell’incuria”

Il Consigliere di Progetto Osimo Futura ribadisce la necessità di una manutenzione ordinaria per evitare il deterioramento dei beni immobili comunali

Osimo, 18 aprile 2021 – «Il Piano delle opere pubbliche approvato con larga maggioranza nell’ultima seduta del Consiglio comunale non ha visto il nostro voto favorevole, pur contenendo opere di primaria importanza molte delle quali presenti nel programma elettorale di Progetto Osimo».

Osimo – Qui e sotto alcune immagini che testimoniamo segni di ammaloramento nel maxi parcheggio

Il consigliere di P.O.F. Achille Ginnetti ha rimarcato ancora una volta la mancanza di un piano di manutenzione degli immobili comunali. Oltre all’adeguamento sismico del Palazzo comunale e del palazzo ex-ECA con i fondi del terremoto del 2016, nel bilancio è previsto un intervento di manutenzione straordinaria solo del terzo piano del maxi-parcheggio con uno stanziamento di 500mila euro.

«Limitarsi a intervenire solo sul terzo piano è insufficiente per la gravità della situazione, il maxi parcheggio grida vendetta per lo stato in cui si trova a causa della mancanza di una manutenzione ordinaria – ha ribadito Ginnetti – La struttura mostra tutti i segni del tempo e dell’incuria, un deterioramento della struttura visibile a tutti. È inconcepibile che si possa installare l’ascensore, come annunciato, in un edificio che mostra evidenti segni di ammaloramento».

A queste e ad altre osservazioni sullo stesso argomento, come la mancanza di interventi per altre situazioni a rischio come l’ex scuola Leopardi, la scalinata Oberdan, le mura romane, il muro sotto i 3 pini, L’Amministrazione non ha dato nessuna risposta.

Achille Ginnetti, consigliere di Progetto Osimo Futura

Ginnetti, che si è astenuto nella votazione sul Piano delle opere pubbliche, ha sottolineato che: «Anche i Revisori dei Conti, nella relazione al Bilancio di Previsione, hanno invitato l’Amministrazione a stilare un programma di manutenzione che prevenga interventi di somma urgenza. Chiediamo con forza una maggiore attenzione all’Amministrazione comunale, che accanto alle nuove opere da realizzare pensi ad evitare che si deteriori il vasto patrimonio immobiliare del Comune di Osimo».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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