Gemellaggio bulgaro per Osimo

“galeotto” il Covo di Campocavallo ed il suo carro

Osimo. Giornata storica per la città di Osimo quella di sabato 10 settembre. Il primo cittadino Simone Pugnaloni è volato a Sòfia per siglare gli ultimi atti che rendono ufficiale e definitivo il gemellaggio con la capitale bulgara. A favorire il sodalizio tra le due città è intervenuto il Covo di Campocavallo, il tradizionale carro che presenta costruzioni di carattere religioso realizzate interamente con spighe di grano e che, in virtù del suo carattere d’eccezione, ha acquisito fama in tutto il mondo.

Il Covo di Campocavallo nel corteo di domenica 7 agosto (foto di Bruno Severini)
Il Covo di Campocavallo nel corteo di domenica 7 agosto (foto di Bruno Severini)

Quando, nel 2014 il Covo edificato l’anno precedente e raffigurante la Basilica del Sacro Cuore di Montmartre viene esposto a Parigi, l’assessore alla cultura della città di Sòfia, Malina Edreva, colpita dalla bellezza dell’opera, domanda ai mastri artigiani osimani di tenere in considerazione la capitale bulgara come possibile futura costruzione. La richiesta è stata accolta e quest’anno, nel caratteristico corteo per la Festa del Covo, avvenuto domenica 7 agosto, a sfilare tra le vie del paese è stata proprio una Basilica di Santa Sòfia fatta di spighe.

Il sindaco di Sòfia e il sindaco di Osimo
Il sindaco di Sòfia e il sindaco di Osimo

Per celebrare l’occasione, Osimo ha ospitato il sindaco Yordanka Fandakova (prima donna sindaco nella storia della città di Sòfia), l’ambasciatore di Bulgaria in Italia, Raykov Marin e il vescovo e primate della chiesa bulgara, Christo Proykov.

Il giorno prima, sabato 6 agosto, nel comune osimano aveva avuto luogo la cerimonia per la firma del gemellaggio, e ieri, a distanza di poco più di un mese, con la visita di Pugnaloni alla città di Sòfia, il sodalizio è diventato effettivo. Il sindaco e a la delegazione di “senza testa” partiti alla volta della Bulgaria hanno portato con sé il Covo, che è stato accolto con grande entusiasmo ed è stato posizionato al centro della città, vicino ai palazzi del Governo e del presidente della Repubblica.

Il ministro Vejdi Rashidov, di fronte ai membri del consiglio comunale, all’ambasciatore italiano, alla Camera del Commercio italiana e alle autorità religiose, ha conferito al primo cittadino italiano la più alta onorificenza del Ministero della Cultura della Bulgaria in virtù dell’impegno profuso nel favorire i contatti tra le due città. Un riconoscimento prestigioso che è stato salutato da Pugnaloni con sorpresa e orgoglio e che rappresenta un tassello importante in un’ottica di apertura e scambio culturale.

Il neonato gemellaggio, sottoscritto con l’approvazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero degli Affari Esteri, inaugura di fatto un nuovo canale di comunicazione tra Italia e Bulgaria. Alla base del legame sancito, infatti, oltre alle motivazioni di carattere religioso, ci sono basi politico-istituzionali di più ampio raggio, tra cui la necessità di un partenariato internazionale per l’accesso diretto ai fondi europei. Per quanto riguarda i commerci, inoltre, la regione marche vanta un ottimo flusso di import-export con la Bulgaria e, in particolare, con la città di Sòfia.

il sindaco di Sòfia Yordanka Fandakova, il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni, il vescovo di Sofia Christo Projkov, l'onorevole Emanuele Lodolini
il sindaco di Sòfia Yordanka Fandakova, il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni, il vescovo di Sofia Christo Projkov, l’onorevole Emanuele Lodolini

Ora si guarda al futuro: le due amministrazioni sono già al lavoro per la realizzazione di progetti nel campo dell’efficientamento energetico e dell’adeguamento antisismico – problematica, quest’ultima, cara anche al territorio bulgaro – e poi nel campo della pubblica istruzione, attraverso scambi culturali indirizzati agli studenti delle scuole medie superiori. Pugnaloni ha approfittato dell’occasione per proporre al ministro della cultura, pittore e scultore di fama internazionale, di scegliere Osimo come sede di una delle sue prossime mostre.

Il neo gemellaggio con Sòfia, si va ad aggiungere a quelli con Copertino in Italia e Armstrong in Argentina, che Osimo vanta da qualche anno.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi