Finisce in carcere la banda di foggiani specializzata nel furto di motocicli

Una brillante operazione dei carabinieri di Osimo iniziata nell’ottobre del 2017

Osimo, 26 maggio – Stroncata una banda di pericolosi criminali di origine foggiane segnatamente di Orta Nova e Cerignola specializzata in furti di motocicli di grossa cilindrata e di ingente valore, molto appetibili sul mercato illecito, commessi in Osimo e nell’hinterland della provincia dorica.

Questa mattina i Carabinieri si sono recati presso le loro abitazioni dove hanno suonato “la sveglia”,  procedendo alla notifica ed al contestuale arresto in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice del Tribunale di Ancona Dott.ssa Antonella Marrone su richiesta del P.M. titolare delle indagini Dott. Ruggiero Di Cuonzo. I reati contestati sono quelli di associazione a delinquere finalizzata alla commissione continuata di furti.

Alla vista dei militari la banda di ladri, all’unisono, ha detto: «Complimenti, siete stati bravi!»

Si tratta di G.R. di origine serbe ma da anni integrato in Italia e residente ad Jesi (AN), autotrasportatore, sebbene insospettabile ma ritenuto il basista; D.M. di Orta Nova (FG), ritenuto il capo dell’associazione, D.N. di Cerignola (FG) e C.F. di Orta Nova (FG). Nel contesto delle investigazioni sono state arrestate in flagranza di reato e poi denunciate in stato di libertà per analoghi reati altre 4 persone sempre di origini foggiane.

L’operazione condotta è stata denominata “Last Travel” proprio per il modus operandi del sodalizio criminale, e cioè la peculiarità di giungere sistematicamente nelle Marche con apposite “trasferte” settimanali, segnatamente nei Comuni di Osimo e della Val Musone nonché in quelli di Jesi, Ancona e Macerata, al solo fine di commettere furti di motocicli di grossa cilindrata facilmente rivendibili sul mercato illecito parallelo – sia integralmente che come pezzi di ricambio – a danno di ditte di autotrasporti. L’ultimo viaggio però gli è stato fatale, perché sono stati tratti in arresto.

Osimo – da sx: il Maggiore Raffaele Conforti, comandante di Compagnia e il Luogotenente Luciano Almiento a capo della brillante operazione

L’indagine parte nel mese di ottobre 2017, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo di Osimo, su denuncia di una guardia giurata dell’Axitea, avviano un’attività finalizzata ad identificare un sodalizio criminale proveniente dalla provincia di Foggia dedito alla perpetrazione di delitti seriali contro il patrimonio e nello specifico di rimorchi e soprattutto di motoveicoli.

Viene fermato D.N. classe 73, nativo e residente a Cerignola (FG) che, durante la permanenza presso la Caserma dei Carabinieri, si vanta di essere dedito da anni a consumare reati contro il patrimonio.

Scattano le indagini e gli investigatori in modo certosino riescono in breve tempo a ricostruire tutta la vita del fermato e soprattutto dei suoi complici. Giungono così all’individuazione del “basista” autotrasportatore, capace di fornire in poco tempo notizie utili ai “compagni foggiani” per giungere ad Osimo e depredare quanto concordato ed individuato.

Numerosi furti presso magazzini di stoccaggio e ditte ubicate in Osimo, non sono stati portati a termine solo grazie all’azione preventiva dei Carabinieri che, dispiegando pattuglie sul territorio hanno fatto sì che gli stessi desistessero.

Il modus operandi della banda:

  • per i furti di motocicli, individuati ovviamente del basista jesino, i foggiani arrivavano sul posto con un autocarro a noleggio dotato di una pedana meccanica mediante la quale caricavano la moto alla luce di giorno facendo ritorno nell’hinterland foggiano;
  • per i furti nelle ditte, sempre individuate dall’autotrasportatore-basista jesino, giungevano sul posto con un autocarro di grosse dimensione ove poter occultare la refurtiva;
  • per il furto di rimorchi, commessi nell’area portuale di Ancona, giungevano sul posto con una motrice attendendo lo sbarco della motonave dalla Grecia che avveniva nei week-end, in modo tale che solo il lunedì i proprietari si avvedevano del furto.

Nel corso di tutta l’attività investigativa, i Carabinieri di Osimo hanno accertato ben 10 furti per un danno economico di oltre 500.000,00 euro, rinvenendo e restituendo ai legittimi proprietari quanto asportato.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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