Ferruccio de Bortoli chiude ad Osimo il 5° festival del giornalismo d’inchiesta

Osimo. Sabato 24 settembre, ore 21.15, presso il Chiostro San Francesco andrà in scena la serata conclusiva del Festival del giornalismo d’inchiesta marchigiano. A calcare il palco di quest’ultima arena osimana sarà Ferruccio de Bortoli, penna di primo piano nel panorama giornalistico nazionale.

BIOGRAFIA

Laureato in giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, giornalista professionista dal 1973, de Bortoli vanta una lunga militanza al Corriere della Sera, dove ha esordito nel 1979 in qualità di cronista, per poi passare alle pagine economiche.

La prima nomina a direttore del quotidiano di via Solferino arriva nel 1997. Nel giugno del 2003 lascia il Corriere per la Rcs Libri, dove ricopre la carica di amministratore delegato. È direttore responsabile del Sole 24 Ore e direttore editoriale del Gruppo Sole 24 Ore dal 2005 al 2009, anno in cui torna alla guida del Corriere della Sera, per restarci fino al 2015.

Per quanto riguarda il campo dell’editoria, è stato presidente della Casa Editrice Flammarion e vice presidente dell’Associazione Italiana Editori (A.I.E). Oggi è presidente di Longanesi.

Attivo anche sul piano sociale, dal 2006 al 2009 de Bortoli ha ricoperto il ruolo di presidente della Fondazione Pier Lombardo di Milano, che si occupa di preservare la funzionalità dello storico Teatro Franco Parente. Tutt’ora è al vertice dell’Associazione Vidas, sempre di Milano, che garantisce assistenza gratuita ai malati terminali e della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano.

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In virtù di quest’ultimo incarico, nel 2012 la sezione osimana dell’A.N.P.I. gli ha conferito il Premio nazionale Renato Benedetto Fabrizi, intitolato alla memoria dell’antifascista nato a Osimo e destinato, ogni anno, ai personaggi che si distinguono attraverso iniziative a favore dei diritti umani.

Tra gli altri riconoscimenti ricevuti, il titolo Inquieto dell’anno 2011, il Premio Buone Notizie nel 2014, il Premio Giano consegnato nel 2015 da Confartigianato per l’impegno a sostegno delle piccole e medie imprese italiane.

Per quanto riguarda il giornalismo, è stato anche caporedattore dell’Europeo e firma del quotidiano svizzero in lingua italiana Corriere del Ticino. Nel 2008, per l’editore La Scuola, ha pubblicato L’informazione che cambia, un saggio che ripropone un’intervista rilasciata da de Bortoli a Stefano Natoli, riguardante lo stato attuale dell’informazione giornalistica, il modo in cui il mestiere del giornalista si è trasformato, le evoluzioni segnate dall’avvento delle tecnologie e dei media.

Ferruccio de Bortoli
Ferruccio de Bortoli

Un nome, insomma, quello che sarà ospite sabato a Osimo, che ha contribuito a raccontare la storia della penisola. Nella cornice del chiostro di San Francesco, de Bortoli proporrà un quadro della situazione economica nazionale ed internazionale e potrà interagire con il pubblico presente.

La serata, a coronamento di una manifestazione che si snoda tra Camerano, Montefano e Filottrano nasce da un’idea dello Juter-Club osimano, è giunta alla quinta edizione. La partecipazione alle serate in cartellone, per gli iscritti all’Ordine dei giornalisti, servirà al riconoscimento dei crediti formativi. Otto, per la serata di de Bortoli.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Covid – Ok lo screening di massa a Osimo e Castelfidardo

Organizzazione perfetta e soliti denigratori


Camerano, 24 gennaio 2021 – Al PalaBaldinelli di Osimo e al PalaOlimpia di Castelfidardo (foto) sono in corso gli screening di massa gratuiti tramite tampone antigenico rapido che rientrano nel progetto Marche Sicure messo in atto dalla Regione.

Al PalaBaldinelli, da oggi e fino a martedì 26 gennaio, oltre agli osimani possono sottoporsi allo screening i residenti di Filottrano, Agugliano, Polverigi, Santa Maria Nuova e Offagna. Al PalaOlimpia, oggi e domani, i residenti di Castelfidardo, Camerano, Numana e Sirolo.

In un Paese dove tutto si complica e niente risulta efficiente quando si tratta di dare servizi alla popolazione, va detto che sia ad Osimo sia a Castelfidardo le procedure di screening stanno procedendo senza intoppi. Meglio, in entrambe le realtà l’organizzazione, lo staff medico, gli addetti, stanno producendo un lavoro d’eccellenza.

Nonostante la massiccia adesione, e nonostante il giorno di pioggia, tutto risulta ben organizzato, non ci sono file d’attesa, il personale addetto allo screening risulta gentile, altamente professionale, con una particolare disponibilità nei confronti di anziani e bambini. E per capire quanto ciò sia rispondente alla realtà basta andare su Facebook e leggersi le centinaia di apprezzamenti, ringraziamenti e complimenti postati da altrettanti cittadini che si sono sottoposti al test.

In linea di principio, ma bisognerà aspettare il termine dello screening per avere un dato certo e attendibile, la percentuale di positivi che sta uscendo dai test si aggira intorno all’uno per mille a Castelfidardo, qualche virgola in più ad Osimo ma lo scostamento è minimo.

Particolarmente soddisfatti di questo andamento i due sindaci, Simone Pugnaloni e Roberto Ascani, che oltre ad averci messo del proprio nell’organizzazione non perdono occasione per ringraziare tutti gli artefici di questo bell’esempio di efficienza. Un’esperienza cui plaudire senza se e senza ma, che sarà propedeutica alla fase successiva della vaccinazione per tutti. Un esempio di come sia possibile far bene le cose quando il sindaco è valido e ci crede, a prescindere dalla propria appartenenza politica.

Eppure, nonostante tutto ciò, sui social c’è chi proprio non ce la fa a dare a Cesare quel che è di Cesare, a riconoscere all’avversario politico un successo, una capacità. Come nel caso di un nostro lettore che sotto l’articolo di presentazione dello screening ad Osimo ha postato: “Una bella pubblicità per il PD osimano”.

Non citerò il nome del lettore, non ne vale la pena. E dirò anche – ma lui lo sa – che Pugnaloni non raccoglie il massimo delle mie simpatie giornalistiche, ma questa è un’altra storia. In questa storia dello screening di massa, invece, riconosco al sindaco Simone Pugnaloni un gran lavoro al servizio della sua comunità e di quelle degli altri Comuni che sta ospitando al PalaBaldinelli. E sono convinto che neppure per un attimo, mentre si dava da fare per organizzarlo, abbia pensato alla sua appartenenza politica. E lo stesso vale per Roberto Ascani. Grazie sindaci!

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