Entro Natale certificati di nascita o stato di famiglia in tabaccheria

Grazie ad un nuovo software si potranno stampare anche da casa o dal giornalaio

Osimo, 13 novembre 2020 – Servizi ai cittadini sempre più digitalizzati e all’avanguardia. Uno dei pochissimi lati positivi prodotti dal coronavirus. Ieri, ad Osimo, la Giunta comunale ha fatto un passo avanti concreto in questa direzione, in particolar modo nei servizi demografici.

Simone Pugnaloni, sindaco di Osimo

A comunicarlo è proprio il sindaco Simone Pugnaloni attraverso la sua pagina social: «Entro Natale, grazie ad un nuovo software in elaborazione, potremo stampare direttamente da casa od in edicola o in tabaccheria i certificati di nascita, di morte, di residenza, lo stato di famiglia, alleggerendo così le code agli sportelli. Una misura che in questo momento favorirà i tempi di rilascio delle carte d’identità perche ci sarà più personale a disposizione».

Per il rilascio dei certificati da casa sarà sufficiente autenticarsi presso un sito dedicato, il certificato sarà autenticato da un Qr code; presso le edicole ed i tabaccai il servizio sarà regolato da un’apposita convenzione.

Certificati anagrafici in tabaccheria. Il servizio è già attivo in Comuni come Piacenza (foto d’archivio da piacenza24.eu)

«Nel frattempo, per permettere ai due nuovi dipendenti destinati ai servizi demografici di entrare in servizio per Natale – conclude Pugnaloni – avremo una nuova ubicazione ed un ufficio rinnovato per il Protocollo, autonomo dai servizi anagrafici, cosi che dove ora è ubicato si amplieranno gli spazi disponibili per lo stato civile».

Una iniziativa che, proprio grazie alla digitalizzazione, metterà più personale a disposizione per quei servizi che possono essere resi solo allo sportello. Interventi innovativi che l’Amministrazione comunale porterà a termine entro fine anno quale misura anti Covid-19.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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