Disabile inconsapevole veglia la madre 78enne morta da giorni

Raccapricciante lo scenario scoperto dai poliziotti osimani. La figlia 51enne, non autosufficiente, è stata affidata ai parenti

Osimo, 8 maggioAveva continuato a vivere con sua madre, morta nel sonno da diversi giorni, e a dormire ogni notte al fianco di quel corpo in avanzato stato di decomposizione, noncurante dell’odore nauseabondo che aumentava di giorno in giorno. Un lezzo che però non è passato indifferente ai condomini, che inizialmente lo avevano scambiato per cottura di cavoli o broccoli ma che poi, visto il persistere, li avevano convinti a chiamare la polizia.

La scena che nella tarda serata di ieri si è palesata agli occhi dei poliziotti del commissariato di Osimo, diretto dal v.q. dott Todaro, intervenuti presso l’appartamento delle due donne in un condominio nella prima periferia osimana, è stata davvero raccapricciante.

P. L. di 78 anni, vedova, morta da giorni, giaceva supina sul letto matrimoniale, con il volto irriconoscibile e il corpo consunto. la figlia, S. L. anni 51, disabile, non autosufficiente, che da giorni non si nutriva regolarmente, le era rimasta accanto, in attesa che quella mamma, che si era occupata di lei fin dalla nascita, improvvisamente si risvegliasse e l’accarezzasse, come faceva ogni sera prima di addormentarsi.

Dagli accertamenti tecnici effettuati dalla polizia scientifica, dall’ispezione cadaverica del medico legale, nonché dalle informazioni assunte da chi frequentava e conosceva le due donne, non sono emersi dubbi sulla causa di morte naturale dell’anziana, che da anni soffriva di varie patologie.

La salma di P. L., su disposione del p.m. di turno, è stata messa a disposizione della famiglia per le esequie funebri, mentre la figlia è stata affidata alle cure dei congiunti.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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