Covid-19 – Un registro per ricordare la solidarietà di aziende e cittadini

Per farne parte occorre compilare un modulo scaricabile dal sito istituzionale del Comune di Osimo

Osimo, 27 aprile 2020 – È disponibile da oggi, scaricabile dal sito istituzionale del Comune:  http://www.comune.osimo.an.it/registrazione, il modulo per segnalare le aziende del territorio che hanno dato il proprio contributo di solidarietà durante l’emergenza Covid-19. Rispondendo ad alcune semplici domande, i cittadini potranno indicare il tipo di intervento svolto, così da tenere traccia di quanto è stato fatto durante la pandemia.

Il modulo permetterà di avere un censimento di tutte le aziende coinvolte e resterà a disposizione fino alla conclusione dell’emergenza che si sta vivendo.

L’iniziativa nasce da un’idea di Frida Paolella, consigliera comunale delegata di OsimoLab, con l’obiettivo di far emergere la solidarietà delle tante aziende che in questi giorni si sono messe a disposizione della comunità.

«Queste aziende sono un patrimonio di attenzione, sensibilità e amore per la propria gente – ha spiegato Frida Paolella – In periodi come quello che stiamo vivendo è un grande conforto per tutti sentire che ognuno offre il proprio impegno, secondo le proprie capacità e possibilità. L’obiettivo è di conservare quindi memoria di tutti i gesti di sostegno e di aiuto ai nostri concittadini, ringraziando coloro che hanno offerto la loro disponibilità e il loro impegno, le imprese che si sono adoperate per sostenere e portare conforto a chi aveva bisogno, facendo di Osimo un laboratorio di solidarietà».

Frida Paolella di OsimoLab

Il modulo online, sviluppato dal capogruppo di Energia Nuova Michele Feliciani, presenta una serie di brevi domande per conoscere le generalità dell’azienda e la tipologia di contributo che ha fornito. Il cittadino potrà anche inserire note e descrizioni sull’intervento svolto, così da tenere traccia di quanto di buono è stato fatto durante la pandemia.

Il progetto è condiviso e supportato da tutte le liste di maggioranza che sostengono l’Amministrazione Pugnaloni.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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