Covid-19 – Tutto pronto al PalaBaldinelli per lo screening di massa

Pugnaloni esorta all’adesione mentre aumentano in città positivi e quarantene. Possono aderire i residenti dei Comuni di Osimo, Filottrano, Agugliano, Polverigi, Santa Maria Nuova e Offagna.

Osimo, 23 gennaio 2021 – Aumentano in città, in modo consistente, i contagiati da Covid-19. Ad oggi si registrano 205 casi di positività, mentre ammontano a 397 le persone in isolamento domiciliare.  A darne notizia è il sindaco Simone Pugnaloni che apre la nota con un: «Purtroppo, brutte notizie!», segno evidente della preoccupazione per una situazione che non accenna a migliorare.

Osimo – Tutto pronto per lo screening di massa gratuito al PalaBaldinelli

Per questo, e per meglio monitorare l’espandersi dei contagi, il primo cittadino esorta gli osimani ad aderire numerosi allo screening di massa gratuito che partirà al PalaBaldinelli domenica 24 e andrà avanti fino a martedì 26 gennaio, interessando i residenti nei Comuni di Osimo, Filottrano, Agugliano, Polverigi, Santa Maria Nuova e Offagna.

«Iscriviamoci! – è l’invito perentorio di Pugnaloni – Ad oggi, sono 6.200 le persone che hanno prenotato lo screening, e ci sono spazi fino a 7.500 test rapidi. Per casi di necessità ed urgenza ci si può presentare direttamente in loco. Gli studenti possono presentarsi al PalaBaldinelli anche senza prenotazione. Non mancate! – insiste il Sindaco – Dobbiamo andare tutti, giovani, adulti, anziani!»

Osimo – Il sindaco Simone Pugnaloni e lo staff impegnato da domani mattina nello screening al PalaBaldinelli

Intanto, il PalaBaldinelli è pronto a ricevere la gran mole di persone che da domattina si sottoporrà allo screening: «Ho personalmente effettuato un sopralluogo questa mattina – conclude Pugnaloni – e mi sono reso conto della perfetta organizzazione. Ringrazio tutti, davvero un ottimo lavoro di squadra».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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