Costruiva ordigni per spaventare il vicino

I carabinieri erano già intervenuti qualche giorno fa per disinnescare un congegno infiammabile

Osimo – Rimedi fai-da-te per convivere con vicini di casa poco simpatici: ci è andato giù pesante S. G. il trentacinquenne che ieri sera è stato denunciato dai Carabinieri di Osimo per il reato di fabbricazione e detenzione illegale di materie esplodenti.

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Che i rapporti tra l’operaio osimano e il suo dirimpettaio non fossero rose e fiori era ormai risaputo dalle forze dell’ordine che lo scorso sabato, insieme ai colleghi artificieri di Ancona, erano dovuti intervenire per disinnescare un ordigno infiammabile rudimentale posizionato nei pressi dell’abitazione del malaugurato vicino.

Le indagini partite subito dopo hanno indirizzato i Carabinieri proprio all’interno dell’abitazione di S.G.: l’uomo, celibe e incensurato, nascondeva tra le mura domestiche un vero e proprio kit per scherzetti non da poco.

Il materiale sequestrato dai carabinieri
Il materiale sequestrato dai carabinieri al 35enne osimano

Specialista, a quanto pare, nella costruzione di ordigni infiammabili e esplodenti a basso potenziale e di bassa efficacia, ma del tutto improvvisati, l’osimano è stato trovato in possesso di materiale merceologico di fuochi pirotecnici marca “Blackthunder” di libera vendita, di una boccetta di liquido infiammabile marca “Strong K70 plus”, di un accendifuoco e poi di nastro isolante nero.

Il materiale incriminato, non ancora confezionato dall’aspirante piromane, è stato immediatamente sequestrato e l’uomo è stato condotto negli uffici della Compagnia di Osimo per ulteriori accertamenti e per i rilievi fotosegnaletici e dattiloscopici.

Subito dopo è stato deferito in Stato di Libertà presso il Tribunale di Ancona. Sarà forse il caso, per il giovane operaio, di dare una scorsa agli annunci immobiliari e pensare seriamente di cambiare casa (e vicino), prima di trasformare le scaramucce di tutti i giorni in una tragedia.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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