Costruiva ordigni per spaventare il vicino

I carabinieri erano già intervenuti qualche giorno fa per disinnescare un congegno infiammabile

Osimo – Rimedi fai-da-te per convivere con vicini di casa poco simpatici: ci è andato giù pesante S. G. il trentacinquenne che ieri sera è stato denunciato dai Carabinieri di Osimo per il reato di fabbricazione e detenzione illegale di materie esplodenti.

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Che i rapporti tra l’operaio osimano e il suo dirimpettaio non fossero rose e fiori era ormai risaputo dalle forze dell’ordine che lo scorso sabato, insieme ai colleghi artificieri di Ancona, erano dovuti intervenire per disinnescare un ordigno infiammabile rudimentale posizionato nei pressi dell’abitazione del malaugurato vicino.

Le indagini partite subito dopo hanno indirizzato i Carabinieri proprio all’interno dell’abitazione di S.G.: l’uomo, celibe e incensurato, nascondeva tra le mura domestiche un vero e proprio kit per scherzetti non da poco.

Il materiale sequestrato dai carabinieri
Il materiale sequestrato dai carabinieri al 35enne osimano

Specialista, a quanto pare, nella costruzione di ordigni infiammabili e esplodenti a basso potenziale e di bassa efficacia, ma del tutto improvvisati, l’osimano è stato trovato in possesso di materiale merceologico di fuochi pirotecnici marca “Blackthunder” di libera vendita, di una boccetta di liquido infiammabile marca “Strong K70 plus”, di un accendifuoco e poi di nastro isolante nero.

Il materiale incriminato, non ancora confezionato dall’aspirante piromane, è stato immediatamente sequestrato e l’uomo è stato condotto negli uffici della Compagnia di Osimo per ulteriori accertamenti e per i rilievi fotosegnaletici e dattiloscopici.

Subito dopo è stato deferito in Stato di Libertà presso il Tribunale di Ancona. Sarà forse il caso, per il giovane operaio, di dare una scorsa agli annunci immobiliari e pensare seriamente di cambiare casa (e vicino), prima di trasformare le scaramucce di tutti i giorni in una tragedia.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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