Censimento nazionale della popolazione e delle abitazioni

Avviate le operazioni da parte del Comune. Pugnaloni: “Rispondere è un obbligo di legge”

Osimo, 5 ottobre 2018 – Il Comune di Osimo, in attuazione delle direttive dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), a partire dal mese di ottobre 2018 ha avviato le operazioni del censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, che da decennale diventa annuale, e non riguarderà tutta la popolazione residente nel Comune, ma solo un campione di famiglie individuate dall’ISTAT.

Su base nazionale ogni anno saranno coinvolte circa 1 milione e 400 mila famiglie in 2.800 Comuni italiani. A partire da ottobre 2018 ed entro il 2021 tutti i Comuni parteciperanno almeno una volta al censimento.

Il censimento avverrà mediante due distinte rilevazioni:

  • Rilevazione areale: un rilevatore comunale da ottobre a metà novembre 2018 effettuerà le interviste porta a porta in alcune aree del territorio (circa 110 le famiglie coinvolte). Il rilevatore comunale, riconoscibile attraverso il cartellino identificativo, compilerà il questionario del censimento online con il tablet in dotazione.
  • Rilevazione da lista: le famiglie estratte dal Registro Base degli Individui (RBI), circa 500 sul territorio osimano, riceveranno una lettera da parte dell’Istat con tutte le indicazioni necessarie per compilare il questionario del censimento online direttamente da casa propria (il questionario sarà accessibile tramite portale Istat e potrà essere compilato dalle famiglie autonomamente oppure recandosi presso il Centro Comunale di Rilevazione (CCR) istituito presso l’Ufficio Anagrafe, dove sarà possibile fruire dell’assistenza degli operatori comunali.

Per info e richieste di appuntamento: tel. 0717249270 – email: statocivile@comune.osimo.an.it (il CCR sarà aperto durante il normale orario di apertura dell’Ufficio Anagrafe dal lunedì al venerdì dalle ore 08,30 alle ore 12,30 e nei pomeriggi con il seguente orario: lunedì e giovedì dalle ore 15,00 alle ore 17,30 – martedì, mercoledì e venerdì dalle 16,00 alle 18,00).

Che cosa contiene il questionario online?

Il questionario contiene: una sezione ‘famiglia’ con domande socio-economiche sui componenti della famiglia; una sezione ‘alloggio’ con domande sulle caratteristiche dell’abitazione, sull’edificio e sulla disponibilità di auto e posto auto; una sezione ‘informazioni finali’ con domande sulle modalità di compilazione e sui canali di comunicazione.

Assistenza alla compilazione del questionario.

Per avere supporto nella compilazione del questionario è possibile contattare il numero verde messo a disposizione dall’Istat 800 811 177 o recarsi presso il Centro Comunale di Rilevazione del Comune di Osimo, sito presso l’Ufficio Anagrafe del palazzo municipale (Piazza del Comune, 1).  Per info e richieste di appuntamento: tel. 07172 49270 – email: statocivile@comune.osimo.an.it (il CCR sarà aperto durante il normale orario di apertura dell’Ufficio Anagrafe dal lunedì al venerdì dalle ore 08,30 alle ore 12,30 e nei pomeriggi con il seguente orario: lunedì e giovedì dalle ore 15,00 alle ore 17,30 – martedì, mercoledì e venerdì dalle 16,00 alle 18,00).

Il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni.

Rispondere al censimento della popolazione è un obbligo di legge

Le raccomandazioni del sindaco Pugnaloni: «Si chiede alle famiglie che fanno parte della rilevazione areale e della rilevazione da lista la massima collaborazione con i rilevatori incaricati per il censimento, al fine di evitare di incorrere nelle sanzioni che saranno applicate dall’Istat per omessa o incompleta compilazione dei questionari, stante l’obbligo di legge di adempiere alle operazioni di censimento. Si raccomanda, infine, la massima attenzione nel verificare il possesso da parte dei rilevatori del cartellino identificativo con la foto del rilevatore e timbro del Comune di Osimo».

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

© riproduzione riservata


link dell'articolo