Carabinieri Osimo: controlli e contenimento emergenza sanitaria

Nel weekend comminate sanzioni a Filottrano, Agugliano, Numana

Osimo, 15 marzo 2021 – Prosegue l’attività di controllo del territorio in tutta la Val Musone e Riviera del Conero dei Carabinieri della Compagnia di Osimo, finalizzata all’osservanza delle misure in vigore per il contenimento dell’emergenza sanitaria.

Nel weekend del 13 e 14 marzo, impiegando 36 militari, sono state 197 le persone identificate; 151 i veicoli controllati; 3 le persone multate che avevano violato l’ordinanza n. 8 del 5 marzo 2021 del Presidente della Regione Marche (divieto di spostamento nel territorio di un altro Comune in vigore per le province di Ancona e Macerata, oltre all’obbligo di permanenza nella propria abitazione dalle ore 22:00 alle 05:00).

Nel corso di un posto di blocco eseguito nel centro abitato di Filottrano, alle 02:00 di sabato notte, i Carabinieri della locale Stazione hanno fermato, controllato e sanzionato due cittadini italiani che a bordo di una Lancia Y se ne andavano in giro senza un giustificato motivo.

Nel pomeriggio sempre di sabato 13 marzo, ad Agugliano, un’altra violazione è stata contestata ad un cittadino nigeriano residente nella città di Ancona: non aveva rispettato la norma sullo spostamento tra Comuni.

Infine a Numana, intorno alle 21:15 di domenica 14 marzo, i militari della Radiomobile di Osimo hanno fermato un ragazzo 20enne a bordo di una Mercedes C220. Il giovane è stato sorpreso alla guida senza essere in possesso della patente di categoria corrispondente, semplicemente perché non l’aveva mai conseguita. Per lui, doppia sanzione: fermo amministrativo del veicolo per tre mesi e multa per non essersi fermato all’alt dei Carabinieri.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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