Arrestato a Osimo spacciatore romeno residente a Filottrano

Ai domiciliari in attesa dell’udienza con rito direttissimo fissata per questa mattina

Osimo/Filottrano – Lo hanno fermato nel tardo pomeriggio di ieri i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della stazione di Filottrano, dopo un pedinamento prolungato.

Alla fine, dopo una perquisizione alla sua auto, lo hanno tratto in arresto per il reato di “spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti”. È un giovane pregiudicato identificato per  I. B. V., cittadino romeno di 21 anni, residente a Filottrano (AN), celibe, operaio, pregiudicato.

Le quindici dosi di cocaina sequestrata al giovane romeno pronte per lo spaccio

Lo avevano notato i carabinieri nel centro di Filottrano mentre si aggirava per il paese alla guida di una Fiat Punto con fare sospetto. Posto sotto attenzione, nei suoi confronti è stato attivato un accurato e discreto servizio di osservazione e pedinamento, durato qualche ora. Quando il giovane romeno è giunto nel centro storico di Osimo è stato bloccato e sottoposto a perquisizione personale, estesa anche al mezzo utilizzato.

I militari, nel corso dell’operazione eseguita in maniera efficace, senza permettere al suddetto cittadino romeno di dare corso alla sua attività di spaccio, hanno rinvenuto sotto al sedile posteriore dell’utilitaria un involucro contenente 10 grammi di cocaina, suddivisa in 15 dosi pronte allo spaccio sulla “piazza” osimana.

La perquisizione veniva estesa anche all’abitazione dell’arrestato, con esito negativo.

La droga rinvenuta è stata posta sotto sequestro e lo spacciatore romeno condotto nella sede della Compagnia di Osimo per il foto-segnalamento. Del fatto è stato informato il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, che ha disposto nei confronti dell’arrestato la misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida e conseguente rito direttissimo fissato per questa mattina presso il Palazzo di Giustizia di Ancona.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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