Arrestato a Osimo spacciatore romeno residente a Filottrano

Ai domiciliari in attesa dell’udienza con rito direttissimo fissata per questa mattina

Osimo/Filottrano – Lo hanno fermato nel tardo pomeriggio di ieri i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della stazione di Filottrano, dopo un pedinamento prolungato.

Alla fine, dopo una perquisizione alla sua auto, lo hanno tratto in arresto per il reato di “spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti”. È un giovane pregiudicato identificato per  I. B. V., cittadino romeno di 21 anni, residente a Filottrano (AN), celibe, operaio, pregiudicato.

Le quindici dosi di cocaina sequestrata al giovane romeno pronte per lo spaccio

Lo avevano notato i carabinieri nel centro di Filottrano mentre si aggirava per il paese alla guida di una Fiat Punto con fare sospetto. Posto sotto attenzione, nei suoi confronti è stato attivato un accurato e discreto servizio di osservazione e pedinamento, durato qualche ora. Quando il giovane romeno è giunto nel centro storico di Osimo è stato bloccato e sottoposto a perquisizione personale, estesa anche al mezzo utilizzato.

I militari, nel corso dell’operazione eseguita in maniera efficace, senza permettere al suddetto cittadino romeno di dare corso alla sua attività di spaccio, hanno rinvenuto sotto al sedile posteriore dell’utilitaria un involucro contenente 10 grammi di cocaina, suddivisa in 15 dosi pronte allo spaccio sulla “piazza” osimana.

La perquisizione veniva estesa anche all’abitazione dell’arrestato, con esito negativo.

La droga rinvenuta è stata posta sotto sequestro e lo spacciatore romeno condotto nella sede della Compagnia di Osimo per il foto-segnalamento. Del fatto è stato informato il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, che ha disposto nei confronti dell’arrestato la misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida e conseguente rito direttissimo fissato per questa mattina presso il Palazzo di Giustizia di Ancona.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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