Arrestata la banda che operava furti a locali slot-machine e autolavaggi

I Carabinieri di Osimo mettono la parola fine all'"Operazione Money changing machine"

Osimo – Un “gruppo speciale” diretto dal Capitano dei Carabinieri di Osimo Raffaele Contorti insieme al Luogotenente Luciano Alimento, appositamente creato per fronteggiare i furti ai danni di locali slot-machine e colonnine self-service di autolavaggi.

Operativo dallo scorso febbraio, il gruppo delle forze dell’ordine ha portato avanti indagini minuziose su tutto il territorio regionale, setacciando in particolar modo le province di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno.

Colonnine cambia denaro e slot machine gli obiettivi della banda arrestata
Colonnine cambia denaro e slot machine gli obiettivi della banda arrestata

L’operazione investigativa, che prende il nome di “Money changing machine”, ha portato all’individuazione dei responsabili di numerosi furti operati nel territorio da parte di una manciata di persone (quattro o sei), collegati tra loro in una sorta di sodalizio criminale ben organizzato.

Studiati a tavolino i minimi particolari dei colpi, gli obiettivi, le vie di fuga e le caratteristiche strutturali e morfologiche del territorio, i banditi sfruttavano a loro favore una base operativa da cui partire per effettuare specifici sopralluoghi.

Sempre lo stesso il modus operandi utilizzato

Nel caso dei furti ai locali muniti di slot-machine, veniva rubato un veicolo, in genere un’autovettura sw o un autocarro, da utilizzare per caricare e trasportare l’armadio metallico ubicato all’interno delle sale slot.

Dopo di che, per farsi strada all’interno del locale, la banda sfondava o apriva le porte di accesso tramite pesanti arnesi da scasso. Caricato l’armadio metallico sul veicolo rubato, lo aprivano per impossessarsi del contenuto solo una volta arrivati a debita distanza dal luogo del colpo.

Terminata l’operazione il veicolo rubato veniva abbandonato, e il gruppo se ne tornava tranquillo a casa con un’auto pulita (un’Audi A6 sw con targa straniera), parcheggiata poco distante.

Gli arnesi e l'attrezzatura da scasso sequestrati
Gli arnesi e l’attrezzatura da scasso sequestrati

Quando l’obiettivo da colpire era un’autolavaggio invece i ladri, dopo il consueto sopralluogo, parcheggiavano l’Audi in una strada isolata non lontano e si muovevano a piedi. Scassinavano le colonnine cambia denaro prelevandone il contenuto e tornavano a riprendere l’auto senza lasciare alcuna traccia.

In entrambi i casi i responsabili agivano di notte, nell’orario compreso tra le 24 e le 3 circa, procurando seri danni alle strutture colpite a causa della violenza esercitata.

Dopo aver centrato un alto numero di furti e aver accumulato un bel gruzzolo, lasciavano l’Italia per fare ritorno in Romania, o per recarsi in altri Paesi dell’Est Europa, dove recuperavano targhe nuove da apporre all’A6, prontamente intestate a soggetti stranieri “prestanome” della cui identità i Carabinieri si stanno ancora accertando.

I banditi all'opera ripresi dalle telecamere di videosorveglianza
I banditi all’opera ripresi dalle telecamere di videosorveglianza

Dopo dieci o quindici giorni rientravano in Italia e il valzer ricominciava da capo. Dalle indagini del nucleo di Osimo è emerso che i banditi hanno commesso almeno undici furti in zona, altri sono in fase di accertamento.

L’ELENCO DEI FURTI ACCERTATI

  • 20/01/2017, in Sirolo (AN), furto dell’autovettura Ford Fiesta e tentato furto in Numana presso il locale slot-machine “BAR ENI” ove sfondavano le porte vetrate di accesso e danneggiavano seriamente l’armadio metallico cambia denaro – danno complessivo causato pari a 3000 euro;
  • 19/03/2017 in Castelfidardo (AN), furto ai danni dell’autolavaggio presente all’interno del distributore Total ERG.- danno complessivo causato pari a 2000 euro;
  • 22/03/2017 in Castelfidardo (AN), altro furto ai danni dell’autolavaggio presente all’interno del distributore Total ERG.- danno complessivo causato pari a 1000 euro;
  • 23/03/2017, in Montecassiano (MC), furto ai danni dell’autolavaggio Tivoli Carlo – danno complessivo causato 4000 euro;
  • 23/03/2017, in Loreto (AN), furto ai danni dell’autolavaggio presente all’interno del distributore “Discount” – danno complessivo causato 2000 euro;
  • 24/03/2017, in Civitanova (MC), furto ai danni dell’autolavaggio Danilo Carburanti – danno complessivo causato 2000 euro;
  • 24/03/2017, in Civitanova (MC), furto ai danni dell’autolavaggio ADRIA – danno complessivo causato 2500 euro;
  • 25/03/2017, in Senigallia (AN), furto del veicolo Fiat Fiorino di proprietà del Comune, che successivamente veniva parcheggiato in Loreto (AN), nei pressi dell’ipermercato Ipersimply, probabilmente per perpetrare un furto, non commesso, ai danni di un eserciziopresente nelle vicinanze;
  • 04/04/2017, in Falconara (AN), furto dell’autovettura Ford Mondeo e successivo furto ai danni del locale slot-machine Bar Derby – danno complessivo causato pari a 4000 euro;
  • 08/04/2017, Castelferretti (AN), furto ai danni dell’autolavaggio presente all’interno dell’area di servizio ESSO – danno causato pari a 3000 euro;
  • 08/04/2017, Falconara (AN), furto ai danni dell’autolavaggio presente all’interno dell’area di servizio ENI – danno causato pari a 4500 euro.

A lungo pedinati, lo scorso 8 aprile il Nucleo Operativo e Radiomobile ha finalmente arrestato i responsabili, sorpresi in flagranza di reato a Falconara: si tratta di C.I.L., classe 1995; e P.D., classe 1990, accusati dei furti rispettivamente a danno degli autolavaggi ESSO ed ENI.

Nella stessa giornata sono stati messi in stato di fermo anche P.G., C.I, classe 1980 e C.T., classe 1987. Ieri, martedì 11 aprile, il Tribunale di Ancona ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere ai danni degli indagati ad eccezione di C.T., il quale, pur rimanendo indagato, è stato rimesso in libertà poiché gli elementi indiziari a suo carico sono stati considerati meno gravi.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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