All’Aspio la “banda del buco” tenta di saccheggiare Expert

Costretti a fuggire, lasciano sul posto attrezzi e borsoni

Osimo – È successo questa notte, in frazione Aspio. L’allarme contro i furti di un condominio in Via Grandi, collegato alla centrale operativa dei carabinieri di Osimo, è scattato. I militi, giunti prontamente sul posto, hanno trovato quello che restava di un serio tentativo di furto.

Osimo – Il materiale sequestrato dai carabinieri proveniente dal tentativo di assalto al centro commerciale Expert in zona Aspio

Ignoti malfattori, dopo aver forzato le porte d’ingresso del palazzo, si sono introdotti all’interno mettendosi al lavoro per scavare un buco nel cemento armato del vano ascensore, confinante con l’esercizio commerciale “Expert”, posto di fronte all’Ikea. La chiara intenzione era quella di saccheggiarlo, consumando il furto di un grosso quantitativo di elettrodomestici e apparecchiature elettroniche.

Osimo – Il buco sulla parete del vano ascensore

La banda, molto ben organizzata e composta da non meno di 5 elementi, è stata costretta a rinunciare al tentativo perché messa in fuga dall’allarme e dal sopraggiungere dei carabinieri che, giunti sul posto, hanno rinvenuto molti attrezzi da scasso, compreso un martello pneumatico professionale usato per scavare il buco nel muro di confine con il centro commerciale Expert; oltre a vari borsoni destinati a contenere la refurtiva e abiti da lavoro.

Dalle immediate indagini, coperte dal massimo riserbo, non si esclude che possa trattarsi di una banda di malviventi dell’est Europa in corso di identificazione che, dopo aver danneggiato la recinzione esterna della vicina autostrada, riuscivano a fuggire a bordo di veicoli in sosta e in attesa sulla corsia d’emergenza della A14.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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