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Operaio jesino coltivava e spacciava marijuana

Nascondeva in garage una grossa serra in tessuto attrezzata e perfettamente funzionante

Jesi, 2 maggio 2019 – I poliziotti della Squadra Mobile della Questura, la vigilia del 1° maggio, hanno arrestato per detenzione e coltivazione di sostanza stupefacente uno spacciatore di 25 anni, N. B. operaio di Jesi, trovato in possesso di quasi due etti di marijuana che sarebbe stata destinata allo sballo della festa del 1° Maggio.

Gli agenti della Sezione Antidroga, da tempo tenevano sotto controllo i suoi loschi movimenti. Alla vigilia del 1 maggio, coadiuvati dai colleghi del Commissariato di Jesi, lo sono andati a prendere al lavoro e, successivamente, hanno perquisito il suo domicilio di Jesi – diverso dalla residenza – che condivideva con la sua fidanzata ed altri coetanei.

Appena entrati nell’appartamento, i poliziotti hanno trovato quasi due etti di marijuana già essiccata, nascosta in una scatola delle scarpe riposta dentro un armadio e pronta per essere spacciata il giorno successivo. Altra marijuana in foglie da poco cimate, era stata posta ad asciugare su delle grucce appendi abiti, con parte della stessa adagiata su carta assorbente.

Jesi – La grande serra in tessuto scoperta dai poliziotti nel garage di N. B. Nel riquadro, la marijuana messa ad essiccare

I poliziotti, estendendo la perquisizione anche al garage di pertinenza dell’appartamento, hanno trovato una grossa serra in tessuto funzionante e con gli strumenti collegati alla rete elettrica, della grandezza di due metri per tre di lunghezza e alta due metri, completa di igrometri, sistema di aspirazione e ventilazione nonché lampade ad incandescenza tutta attrezzata per la coltivazione di marijuana.

Sono stati inoltre sequestrati concimi, prodotti chimici di varia natura, lampade di ricambio e grossi tubi di aspirazione tutto materiale sapientemente utilizzato (anche in virtù della professione), per la coltivazione della droga da destinare allo spaccio. Le prese della corrente delle ventole e delle lampade dell’impianto erano ancora agganciate alle rete elettrica, segno evidente che l’impianto era perfettamente funzionante e pronto per essere riutilizzato.

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, N. B. è stato trasferito in carcere a Montacuto, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

redazionale

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