Tre agenzie di pratiche auto laziali nel mirino dei carabinieri numanesi

Avrebbero falsificato i documenti di compravendita di auto utilizzate per alcuni furti nella Riviera del Conero

Numana, 7 agosto 2018 – Le indagini ancora in corso da parte dei carabinieri di Numana, dunque con risultati ancora parziali e da approfondire, hanno portato per il momento a denunciare in stato di libertà tre titolari di rispettive agenzie di pratiche auto con sede nel Lazio.

P. P., nata e residente a Roma, classe 1973, coniugata, incensurata, titolare di un’agenzia di pratiche automobilistiche con sede a Roma; D. V., nata e residente a Ceccano (FR), classe 1973, coniugata, incensurata, titolare di un’agenzia di pratiche automobilistiche con sede a Ceccano; G. M., nato e residente a Roma, classe 1973, titolare di un’agenzia di pratiche automobilistiche con sede a Roma, coniugato, pluripregiudicato, gli estremi dei tre denunciati per il reato di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico.

Numana . Un posto di controllo dei carabinieri in zona Taunus

Le indagini condotte finora dai carabinieri hanno permesso di imputare ai tre, in qualità di responsabili delle rispettive agenzie di pratiche automobilistiche, nonché titolari dei rispettivi Sportelli Telematici dell’Automobilista, di aver attestato falsamente in un atto pubblico, l’avvenuta sottoscrizione in loro presenza – da parte di un signore 51enne di Anzio (RM) – di documenti di compravendita di tre autovetture, intestandole in modo fittizio alla sua ditta di Roma. Peccato che il 51enne di Anzio sia risultato ignaro dell’operazione ed estraneo ai fatti.

Ad aggravare la matassa, e a far partire le indagini, il fatto che una delle tre autovetture, un’Alfa Romeo 147, è stata utilizzata da una banda di Rom per mettere a segno alcuni furti in abitazioni private e centri commerciali sul territorio nazionale, nella Val Musone e nella Riviera del Conero.

Aggiorneremo i lettori sugli sviluppi delle indagini.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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