Tombolini ha incontrato Lara Magoni assessore lombardo al Turismo

Al centro dell’incontro la promozione del territorio in sinergia con la Lombardia, uno dei principali bacini turistici per le Marche

Numana, 16 aprile 2021 – Il sindaco Gianluigi Tombolini ha incontrato Lara Magoni, assessore regionale della Lombardia al Turismo, Marketing territoriale e Moda che ieri, in visita istituzionale nelle Marche, ha voluto fare tappa a Numana.

Numana – da sx: Lara Magoni, Gianluigi Tombolini, Massimo Paolucci, Mirko Bilò

Presenti all’incontro anche il presidente della commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale delle Marche Andrea Putzu, il consigliere regionale Mirko Bilò e il direttore Marketing Riviera del Conero Massimo Paolucci. Nell’ambito di una piacevole conversazione si è parlato di sviluppo di iniziative comuni e di attività di promozione turistica in sinergia con la Regione Lombardia, che rappresenta per il turismo marchigiano uno dei principali bacini turistici.

Numana – Il sindaco Gianluigi Tombolini e l’assessore al Turismo della Lombardia Lara Magoni

Il Sindaco ha poi accompagnato i suoi ospiti a visitare Numana e l’assessore Magoni, come ha espresso in un post su Facebook, è rimasta molto colpita dalla bellezza del territorio e dalla Numanità che, grazie allo sforzo di Amministrazione, operatori turistici e Regione Marche, sta acquisendo sempre più la giusta visibilità.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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