Tombolini ha incontrato Lara Magoni assessore lombardo al Turismo

Al centro dell’incontro la promozione del territorio in sinergia con la Lombardia, uno dei principali bacini turistici per le Marche

Numana, 16 aprile 2021 – Il sindaco Gianluigi Tombolini ha incontrato Lara Magoni, assessore regionale della Lombardia al Turismo, Marketing territoriale e Moda che ieri, in visita istituzionale nelle Marche, ha voluto fare tappa a Numana.

Numana – da sx: Lara Magoni, Gianluigi Tombolini, Massimo Paolucci, Mirko Bilò

Presenti all’incontro anche il presidente della commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale delle Marche Andrea Putzu, il consigliere regionale Mirko Bilò e il direttore Marketing Riviera del Conero Massimo Paolucci. Nell’ambito di una piacevole conversazione si è parlato di sviluppo di iniziative comuni e di attività di promozione turistica in sinergia con la Regione Lombardia, che rappresenta per il turismo marchigiano uno dei principali bacini turistici.

Numana – Il sindaco Gianluigi Tombolini e l’assessore al Turismo della Lombardia Lara Magoni

Il Sindaco ha poi accompagnato i suoi ospiti a visitare Numana e l’assessore Magoni, come ha espresso in un post su Facebook, è rimasta molto colpita dalla bellezza del territorio e dalla Numanità che, grazie allo sforzo di Amministrazione, operatori turistici e Regione Marche, sta acquisendo sempre più la giusta visibilità.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo