Operaio loretano sorpreso a Numana completamente ubriaco

Numana: Nelle prime ore del mattino di oggi, lunedì 27 febbraio, i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica il pregiudicato M.D., nato nel 1992 e residente a Loreto, celibe, operaio.

Controllo dei carabinieri con l'etilometro
Controllo dei carabinieri con l’etilometro

Costui veniva controllato durante il servizio di prevenzione e contrasto del fenomeno denominato delle “Stragi stradali”, lungo Via Loretana all’incrocio con la S.S. n. 16 Adriatica, a bordo dell’auto Fiat Punto di colore grigia, incidentata e ferma sul margine della carreggiata.

M.D. risultava completamente ubriaco e non in grado di parlare. Veniva assistito anche grazie all’intervento dell’automedica del 118, e, previ accertamenti sul posto, risultava positivo all’accertamento alcolemico per un valore illegale di g/l 2,82.

Pertanto, si procedeva nei suoi confronti al ritiro della patente di guida, trasmessa alla Prefettura di Ancona per gli ulteriori provvedimenti di competenza. Lo stesso, ed il veicolo, venivano affidati ai familiari informati telefonicamente e accorsi sul posto.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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