Nuovo servizio di Idroambulanza a Sirolo e Numana

Lo fornisce la Croce Rossa che pattuglierà il litorale dalla spiaggia della Vela al fiume Musone

Numana/Sirolo, 17 luglio 2019 – Per la stagione balneare dell’estate dorica 2019 la Croce Rossa Italiana – Comitato di Ancona ha presentato il progetto ‘Safety and Security: sicurezza in mare e soccorsi speciali’ accolto e sostenuto con grande entusiasmo dalle amministrazioni dei Comuni di Numana e Sirolo, con il sostegno della Capitaneria di Porto di Ancona.

L’Idroambulanza della Croce Rossa di Ancona

Dall’8 luglio e fino al 15 settembre la squadra di Operatori Polivalenti del Salvataggio in Acqua (O.P.S.A.) della Croce Rossa Italiana Comitato di Ancona pattuglierà il litorale Adriatico, dalla spiaggia della Vela fino al Musone, per garantire la sicurezza dei bagnanti in acqua e a terra con un mezzo Idroambulanza.

Un gommone dalle caratteristiche prestazionali adatte al soccorso costiero, in particolare anche allo spiaggiamento e avvicinamento alle zone impervie tipiche del nostro territorio anche in condizioni meteo mare avverse. Un mezzo altresì dotato di specifiche attrezzature, idonee a facilitare al tempo stesso sia le operazioni di recupero e soccorso in ambiente acquatico che il trattamento sanitario e il trasporto in totale sicurezza nell’immediatezza del recupero del paziente.

Non da ultimo, l’imbarcazione è in grado di fungere da piattaforma polivalente in ipotesi di emergenze di Protezione Civile per l’evacuazione da zone inaccessibili allo spiaggiamento da parte di altri mezzi.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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