Numana – L’impagabile e prezioso lavoro delle associazioni di volontariato

Tombolini le ringrazia pubblicamente plaudendo alla generosità dei numanesi

Numana – Prosegue l’incessante e preziosa opera di volontariato delle associazioni numanesi a favore delle popolazioni terremotate, supervisionate dal sindaco Gianluigi Tombolini e dal vicesindaco ed assessore alle Politiche sociali Gabriele Calducci.

Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana
Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana

L’operatività principale viene svolta dall’associazione volontari Humana – La Fenice, seguita dalle altre, in primis la Croce Bianca. Certo quindi di interpretare il sentimento di gratitudine di tutta la cittadinanza, il sindaco Gianluigi Tombolini ha voluto inviare a tutte loro una lettera di vivo ringraziamento per aver saputo raccogliere, con insuperabile efficienza, la straordinaria solidarietà dei numanesi a favore dei concittadini marchigiani più sfortunati.

In particolare, Tombolini ha voluto sottolineare come la cittadinanza, in silenzio e senza clamori, abbia dato grande prova di generosità nei tristi accadimenti dovuti al terremoto: il primo e più grosso applauso va indirizzato proprio ad essa.

L’Associazione Humana – La Fenice, grazie all’instancabile coordinamento delle volontarie Sabrina Sampaolesi e Susan Baroncini, è riuscita in maniera ottimale a convogliare il flusso di aiuti proveniente dai numanesi e dalle altre località della Riviera, approntando punti di raccolta e iniziative specifiche. Non ultima, la colletta alimentare tenuta presso i supermercati Simply di Numana e Sirolo, e Si con Te di Camerano, nello scorso gennaio.

La stessa associazione, grazie ai numerosi contatti nelle zone terremotate ed in collaborazione con altre Onlus come Portorecanati Solidale, le varie Caritas del Maceratese e le Misericordie di Pisa e Lucca, è riuscita a soddisfare nel giro di 24 ore le varie richieste pervenute.

Alcuni volontari numanesi al lavoro per riempire gli scatoloni di merce e prodotti alimentari destinati ai terremotati
Alcuni volontari numanesi al lavoro per riempire gli scatoloni di merce e prodotti alimentari destinati ai terremotati

Numerosissime quindi le iniziative messe in campo sin dall’inizio di quest’anno dall’Associazione Humana – La Fenice. Eccole nel dettaglio:

  • raccolta di materiale vario donato dai cittadini (abbigliamento, generi alimentari, cibo per animali, cartoleria, casalinghi). Suddivisione dello stesso per generi e stoccaggio grazie ad una squadra di circa 20 volontari tra cui i militi della Croce Bianca;
  • consegna del materiale nelle tendopoli, nei campi roulotte, nei centri di aggregazione, nelle case di riposo ubicate nelle zone centrali del cratere sismico: Ussita, Visso, Pievebovigliana, Pievetorina, Fiordimonte, San Severino, Serrapetrona, Gagliole. E nei vari campeggi ed hotels della costa che ancora ospitano persone terremotate;
  • consegna di materiale didattico e di 300 calze della Befana – con la collaborazione del negozio Si con te di Camerano e del rappresentante della Perfetti – alle scuole medie ed elementari di Caldarola, Muccia, Ussita ed ai servizi sociali di Castelraimondo;
  • consegna di elettrodomestici vari ad Ussita e Camerino, raccolti grazie alle offerte in danaro pervenute, ed acquistati con grossi sconti grazie alla solidarietà del punto vendita Mediaworld di Ancona;
  • consegna di due bancali di confezioni di shampoo e bagnoschiuma gentilmente offerti dal rappresentate dell’Oreal;
  • consegna di cibo e coperte per cani ai canili di Camerino e Morrovalle, oltre al cibo per bestiame ad allevatori di Pieve Bovigliana, Pieve Torina, Ussita e Cupi.

Infine, per raccogliere altri fondi, è stata organizzata per il 23 febbraio una Festa di Carnevale per bambini al Green Sporting Club di Castelfidardo. Dalle ore 15, musica e animazione allieteranno i partecipanti ed il ricavato verrà utilizzato per un progetto speciale dell’associazione, in collaborazione con il sindaco di Muccia e i docenti del locale plesso scolastico, per la costruzione di una ludoteca. Ospiti di riguardo della festa, i bimbi di Muccia.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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