Numana – Arrestata banda di anconetani specializzata in furti ad aziende

Sorpresi in flagranza di reato in località Svarchi

NumanaSono definiti i maestri del furto. Avevano puntato la zona industriale di Numana definita un obiettivo facilmente appetibile per rubare indisturbati e depredare nelle ore notturne nelle aziende locali, facendo man bassa e ripulendo la merce in stoccaggio.     

L'arresto di uno dei tre componenti la banda specializzata in furti
L’arresto di uno dei tre componenti la banda specializzata in furti nelle aziende

Ma questa volta ad attenderli c’erano i carabinieri di Numana e Camerano, coordinati dal capitano Raffaele Conforti – comandante della Compagnia di Osimo – e diretti dal maresciallo Alfredo Russo – comandante della stazione di Numana – che hanno bloccato ed arrestato la banda.

L’attività investigativa, iniziata nel periodo natalizio del 2016 nell’ambito di autonome indagini per la prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, soprattutto furti in abitazioni, in aziende e capannoni industriali, ha consentito di individuare, bloccare e arrestare questa notte per il reato di furto aggravato in concorso:

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  • Rosario Fiducia nato a Catania nel 1979, residente ad Ancona, coniugato, nullafacente;
  • Gino Fiducia nato a Catania nel 1983, lì residente ma di fatto domiciliato ad Ancona, coniugato, nullafacente;
  • Roberto Rossi nato a Roma nel 1984, residente ad Ancona, celibe, barista, nullafacente.

La banda, alle 00:30 circa odierne, dopo un prolungato servizio di osservazione, controllo e pedinamento, veniva sorpresa presso lo stabilimento della ditta Cantieri Zaniboni – sottoposta a procedura fallimentare – con sede a Numana in via Zona Industriale s.n.c.

Dopo aver forzato il cancello della recinzione esterna ed una porta del capannone, i tre asportavano una ingente quantità di materiale in ferro, alluminio e rame, caricandolo poi sull’autocarro Fiat Ducato di proprietà di Rosario Fiducia.

I tre soggetti, controllati a distanza dai militi, venivano fotografati e identificati nonché monitorati in attesa di poterli cogliere in flagranza di reato. Difatti, dopo aver caricato tutto il materiale asportato sull’autocarro i tre delinquenti, convinti di averla fatta franca, si allontanavano in direzione di Ancona verso la S.S. n. 16 Adriatica.

Ma venivano prontamente accerchiati e bloccati dai carabinieri che gli impedivano ogni via di fuga. Ad uno ad uno venivano fatti scendere dall’autocarro, ammanettati e fatti salire separatamente sulle gazzelle per essere poi condotti, unitamente al furgone contenente la refurtiva, nella caserma di Numana.

Un altro
I tre malviventi, una volta ammanettati, sono stati portati separatamente presso la caserma di Numana

Qui giunti, venivano sottoposti a tutti gli esami e registrazioni di rito, mentre il valore della refurtiva veniva stimato in circa tremila euro, non coperti da assicurazione. Il curatore fallimentare della ditta, sig. Roberto Barbieri, invitato in caserma a Numana formalizzava la denuncia per il furto subito.

Di quanto accertato e degli arresti operati, veniva data comunicazione al sostituto procuratore di Ancona, dottoressa Maria Angela Farneti che, nel concordare gli arresti eseguiti, disponeva nei confronti degli arrestati la misura cautelare dei domiciliari presso i luoghi di rispettiva residenza o domicilio, in attesa del rito direttissimo previsto per oggi, giovedì 26 gennaio.

Le indagini sono ancora in corso e in via di conclusione al fine di attribuire alla banda la paternità di ulteriori furti commessi in zona con lo stesso modus operandi, in quanto fortemente indiziati di altri fatti compiuti nello scorso dicembre e nel corrente mese di gennaio. E ad identificare i ricettatori della refurtiva.

Aggiornamento delle ore 14.15

In relazione all’avvenuto arresto dei tre soggetti, alle ore 13:30 circa di oggi, nel corso dell’udienza tenutasi presso il Tribunale di Ancona,  sono stati convalidati gli arresti e, a seguito della  richiesta dei termini di difesa avanzata dalle parti, il Giudice ha rinviato il processo all’udienza del 23 marzo 2017,  applicando nei confronti di tutti e tre gli imputati la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G., con apposizione di firma presso i competenti comandi dell’Arma.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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