Misure anti-Covid, per Siamo Numana “un fallimento su tutti i fronti”

La lista civica denuncia: “La gestione degli spettacoli estivi e delle spiagge libere dimostra ancora una volta l'incapacità dell'Amministrazione Tombolini di tutelare il benessere di turisti e cittadini”

Numana, 20 luglio 2020 – La lista civica Siamo Numana entra nel merito delle misure anti-Covid adottate dall’Amministrazione comunale definendole: “un fallimento su tutti i fronti”. E se la prende con il sindaco Tombolini: «Con l’arrivo dei turisti a Numana è fondamentale continuare a rispettare le norme volte alla prevenzione del contagio da Covid-19. Tuttavia, l’Amministrazione Tombolini ancora una volta dimostra tutta la sua incapacità nel tutelare il benessere di turisti e cittadini e nel mantenere gli impegni presi. Come opposizione, il gruppo consiliare Siamo Numana esprime forte contrarietà per la gestione degli spettacoli estivi e delle spiagge libere».

Una spiaggia libera di Numana nell’ultimo fine settimana

A detta della lista civica, gli impegni presi a maggio con Tombolini sono stati tutti disattesi: «Alla riunione del 4 maggio con il sindaco Tombolini e il vicesindaco Calducci – spiega – abbiamo appoggiato tutte le misure anti-Covid proposte dall’Amministrazione per garantire la sicurezza di turisti e cittadini durante la stagione estiva. Con massimo spirito di collaborazione, abbiamo atteso alcune settimane per consentire all’Amministrazione di attuarle e fare i correttivi necessari. La stagione è ormai ben avviata ed esprimiamo la nostra totale contrarietà alle decisioni prese ultimamente dall’Amministrazione, che di fatto non ha mantenuto gli impegni concordati a maggio».

Siamo Numana entra nel dettaglio e punta l’indice. Suggerendo cosa e come, a suo avviso, si sarebbe potuto fare per evitare rischi e pericoli di ulteriori contagi.

Spettacoli e misure anti Covid

Numana – Tanti gli spettatori agli eventi serali in Piazza del Santuario

«Come anticipato dal Sindaco Tombolini alla riunione del 4 maggio, il cartellone degli eventi estivi sarebbe stato molto ridotto, ma nei fatti si sono già svolte manifestazioni di grande richiamo che hanno creato disagi e assembramenti, come la serata di ieri sera con Neri Marcoré, e in programma ce ne sono altre che potenzialmente potrebbero richiamare ancora più pubblico.
Visto che le location di questi eventi hanno già evidenziato diverse criticità legate proprio alla numerosa presenza di pubblico, quest’anno sarebbe stato meglio proporre eventi più selezionati,  oppure organizzare diversamente la logistica in luoghi più consoni e con modalità alternative, come gli streaming su maxischermi, garantendo così una maggior fruibilità in piena sicurezza
».

Vigilanza spiagge libere

«Sempre a maggio, il Comune aveva assicurato la vigilanza e il distanziamento sociale nelle spiagge libere attraverso l’intervento di associazioni di volontariato che avrebbero anche dovuto aggiornare in tempo reale le informazioni sull’affluenza.
Purtroppo, anche su questo fronte, alla prova dei fatti le cose non vanno come previsto.
La vigilanza sulle spiagge libere è carente e, in alcuni casi, praticamente assente, come segnalato più volte da cittadini, turisti e dall’opposizione.

Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana

Abbiamo segnalato la questione al Sindaco Tombolini a margine dello scorso Consiglio comunale, ma ci ha risposto che i volontari non hanno potere di intervento. Questo lo sapevamo, ma i volontari potrebbero almeno segnalare le irregolarità alle forze dell’ordine, altrimenti non si capisce quale possa essere il loro ruolo e la loro utilità».

«L’Amministrazione – continua Siamo Numana – ha inserito nel proprio sito e in tutte le spiagge libere delle piantine per mostrare il corretto utilizzo dell’arenile. I turisti e tutti i fruitori si aspettano che queste regole siano fatte rispettare da chi le ha emanate, ma ad oggi vengono completamente disattese per la mancanza di controlli.

Alessandro Selva, della lista civica Siamo Numana

Occorre porre rimedio al più presto.
Affinché i controlli siano efficaci, occorrerebbe come minimo una presenza costante in ogni tratto di spiaggia libera da presidiare.
Se fosse necessaria una variazione di bilancio per rendere effettivi questi controlli siamo disponibili a votare favorevolmente un provvedimento che vada in tal senso. Infine –
conclude Siamo Numana – segnaliamo che i Programmi Operativi (dove sarebbero specificate le attività di controllo), a detta del responsabile comunale non sono stati messi nero su bianco, sebbene siano stati previsti nell’accordo tra Comune e Associazione volontaria».

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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