Lastre d’amianto usurate abbandonate tra le campagne del Parco del Conero

Il Corpo forestale a Numana ne ha sequestrate 20 tonnellate del tipo crisotilo

Il recupero delle lastre d'amianto a cura del Corpo forestale
Il recupero delle lastre d’amianto a cura del Corpo forestale

Numana. Durante una consueta attività di controllo del territorio, gli agenti della Stazione forestale del Conero hanno scoperto un ingente quantitativo di amianto nascosto tra la vegetazione intricata di un fosso di scolo di acque piovane presso la zona industriale di Numana nelle vicinanze dell’Autogrill Conero Est.

Complessivamente sono state sequestrate 20 tonnellate di lastre di amianto usurate, che per la normativa italiana è considerato rifiuto speciale e pericoloso, il cui abbandono, secondo l’articolo 256 del codice dell’ambiente, prevede l’arresto da 6 mesi a 2 anni e l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro.

Dai successivi campionamenti ed analisi, effettuati con il supporto del Dipartimento Provinciale dell’ARPAM di Ancona, è emerso che il materiale scoperto era amianto del tipo crisotilo, dannosissimo per la salute umana e per l’ambiente, soprattutto in questo caso poiché le lastre erano usurate e le fibre avevano già contaminato il terreno.

La Procura della Repubblica di Ancona ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per i reati di abbandono e gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi e, considerato il notevole quantitativo di materiale ritrovato, non si escludono i reati di sfruttamento di lavoro clandestino e violazione delle norme previste per la sicurezza sul lavoro, poiché solo una ditta abusiva avrebbe potuto prelevare una quantità così importante di materiale pericoloso senza lasciarne traccia nelle documentazioni contabili.

Al momento sono in corso le indagini per individuare i responsabili di tale scempio ambientale, mentre la Società Autostrade, proprietaria dell’area del ritrovamento, si è fatta carico dello smaltimento dei rifiuti pericolosi e della bonifica del terreno contaminato per ripristinare le condizioni di salubrità di una zona particolarmente sensibile del Parco del Conero.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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