Inaugurato il nuovo centro civico di Numana in località Svarchi

Numana. Ieri, sabato 10 dicembre, il Sindaco Gianluigi Tombolini, assieme a tutta la Giunta Comunale, ha inaugurato il nuovo Centro Civico, situato in località Svarchi. Come noto, la nuova struttura, realizzata a tempo di record, prende il posto della precedente che, ormai inadeguata, non poteva più essere adibita a luogo con destinazione socio ricreativa se non con una profonda ristrutturazione: si è deciso quindi per l’abbattimento ed il rifacimento totale, per avere finalmente un centro civico sicuro, accogliente, moderno ed atto a favorire le attività di socializzazione ed incontro della cittadinanza.

Il taglio del nastro del sindaco Gianluigi Tombolini inaugura il nuovo centro civico del Comune di Numana
Il taglio del nastro del sindaco Gianluigi Tombolini inaugura il nuovo centro civico del Comune di Numana

La costruzione della nuova struttura, di superficie pari a 185 mq. è stata eseguita dalla ditta Subissati e sono stati seguiti i più moderni ed innovativi criteri progettuali: la classe energetica è la più alta A1, la struttura è in materiale eco-compatibile (legno lamellare certificato), con manto di copertura e tamponamento in acciaio multistrato ed, ovviamente, antisismica con il più alto fattore di protezione previsto dalla normativa vigente; sarà garantita l’accessibilità a persone con ridotta od impedita attività motoria.

Queste particolarità costruttive eco-compatibili della nuova struttura permetteranno degli innegabili vantaggi, quali la riduzione dei consumi energetici sia per il riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo, per un ambiente ecologico dotato di un’elevata qualità abitativa.

Il nuovo centro civico
Il nuovo centro civico in località Svarchi

All’inaugurazione è intervenuto anche l’Assessore Regionale Moreno Pieroni, che ha constatato con piacere come Numana rimanga saldamente nel novero dei comuni marchigiani “di eccellenza” in merito alle iniziative rivolte sia al turismo che alla popolazione residente; ha ricordato inoltre ai presenti che, grazie al finanziamento europeo da poco attivato, sarà anche profondamente ristrutturato a breve il Museo Piceno di Numana.

Sono intervenuti inoltre tutti i caposervizio del Comune di Numana, come segno tangibile di grande collaborazione e condivisione degli obiettivi con la presente amministrazione.

Dopo la benedizione della struttura, impartita dal Parroco di Numana don Guerriero Giglioni, il sindaco ha incontrato la numerosa cittadinanza presente per un brindisi augurale viste le imminenti festività Natalizie ed ha dato appuntamento a tutti per l’inaugurazione del nuovo plesso scolastico delle scuole primarie di Marcelli, il cui iter progettuale, utilizzando gli stessi criteri antisismici ed ecologici previsti per il centro civico, è stato velocizzato proprio con l’ausilio delle risorse interne all’ufficio tecnico comunale.

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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