Il sottotenente Alfredo Russo lascia Numana per altri incarichi

Il saluto e i ringraziamenti del sindaco Tombolini e di tutto il Consiglio comunale alla presenza delle Autorità militari e del consigliere regionale Mirko Bilò

Numana, 5 febbraio 2021 – Il sottotenente Alfredo Russo, dopo cinque anni di servizio, lascia il Comando della Stazione Carabinieri di Numana per assumere un altro incarico.

Numana – il sottotenente Alfredo Russo e il sindaco Gianluigi Tombolini

Per l’occasione, l’Amministrazione ha convocato una seduta del Consiglio comunale per un saluto ufficiale a nome di tutta la comunità numanese. Per ringraziare il sottotenente per il lavoro svolto con impegno e rigore professionale e per esprimergli i migliori auguri per il nuovo incarico.

La cerimonia si è svolta nel tardo pomeriggio alla presenza del sindaco Gianluigi Tombolini e dei Consiglieri comunali di maggioranza e minoranza. All’incontro sono intervenuti anche il comandante provinciale Carabinieri, colonnello Cristian Carrozza, e il comandante della compagnia Carabinieri di Osimo, maggiore Luigi Ciccarelli.

Numana – Le Autorità intervenute per salutare e ringraziare il sottotente Alfredo Russo

Erano inoltre presenti i militari in servizio presso la stazione Carabinieri di Numana, il presidente della locale sezione dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri, Enrico Ciavattini, il comandante della Polizia Locale, commissario coordinatore Roberto Benigni e il consigliere regionale Mirko Bilò.

Nel suo intervento,  dopo aver esaltato le doti professionali e umane  del sottotenente Russo, il sindaco Tombolini ha ricordato quanto: «la fattiva e costruttiva collaborazione, che si è sviluppata in questi anni tra l’Amministrazione comunale e la locale stazione dei Carabinieri, abbia consentito di ottenere un grado di sinergia e sintonia tali da conseguire eccellenti risultati nella repressione e nella prevenzione dei reati, nonché nel mantenimento dell’ordine pubblico, contribuendo a diffondere nella comunità sentimenti di sicurezza e di legalità».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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